Massimo Lovati chiarisce i pagamenti del 2017 nel caso Garlasco

Massimo Lovati nega di aver mai chiesto denaro nel caso Garlasco, spiegando i rapporti con altri legali.

Massimo Lovati chiarisce i pagamenti del 2017 nel caso Garlasco
Massimo Lovati chiarisce i pagamenti del 2017 nel caso Garlasco

Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio, ha chiarito in un’intervista a Milo Infante, in onda su Retequattro, i presunti pagamenti legati al caso Garlasco del 2017. L’ex legale ha sottolineato che non ha mai chiesto denaro, ma ha riferito di aver ricevuto telefonate da altri avvocati che gli annunciavano l’arrivo di un acconto da parte di Sempio. «Mi telefonavano: “Guarda che Sempio ha portato un acconto. Se vieni, prendi la tua parte”», ha detto Lovati, spiegando che non ha mai sollecitato i soldi, ma ha ricevuto informazioni su eventuali somme.

Relazioni professionali e pratica legale

L’intervista ha anche toccato i rapporti professionali tra Lovati e altri avvocati coinvolti nel caso. L’ex legale ha spiegato che Federico Soldani, Angela Taccia e Tizzoni erano suoi praticanti, mentre Simone Grassi era un «abogado» che esercitava con il supporto di Soldani. «Qui è meglio che seguiamo le orme di Lovati, anche se beve un po’ troppo», ha commentato Lovati sul rapporto con Soldani, rivelando una battuta ironica su un tema personale.

Le dichiarazioni degli altri legali sono state inizialmente diverse. Durante il colloquio, è emerso che gli altri avvocati avrebbero inizialmente sostenuto di non aver ricevuto denaro, ma poi hanno fornito una ricostruzione diversa davanti agli inquirenti di Brescia. «Si vede che si sono ricordati chi era il loro maestro e hanno fatto altrettanto», ha detto Lovati, commentando la situazione. Quando Infante gli ha chiesto se avessero modificato la propria versione, Lovati ha risposto: «Sembrerebbe di sì».

Le ipotesi investigative

La Procura di Pavia sospetta un possibile accordo corruttivo con esponenti dell’allora polizia giudiziaria. Di fronte a questa ipotesi, Lovati ha prospettato due spiegazioni: o gli altri professionisti non si fidavano del suo parere, o la vicenda è priva di fondamento. «I casi sono due: o loro non si sono fidati di me, del mio parere, e hanno detto: “Questo avvocato è scemo, quindi noi seguiamo le nostre strade”, oppure è tutta una montatura», ha affermato.

Nonostante le accuse, Lovati ha riconosciuto il lavoro svolto da altri avvocati. Ha espresso un apprezzamento per il lavoro svolto nella preparazione degli atti, soprattutto in termini di impaginazione dei fascicoli. «Lo ringrazio perché siccome non sono capace di fare il fascicolo, quando ha dovuto impaginare il fascicolo ha fatto un bel lavoro», ha detto, evidenziando un’attenzione al lavoro svolto da chi collaborava con lui.

Il caso Garlasco rimane un tema dibattuto, con accuse e dichiarazioni che si susseguono. Lovati, pur negando di aver mai chiesto denaro, ha fornito una versione dettagliata dei rapporti e delle dinamiche interne tra i legali coinvolti. La situazione resta in attesa di ulteriori chiarimenti e verifiche da parte delle autorità competenti.