Dna sulle unghie di Chiara Poggi, la genetista difesa di Andrea Sempio: “Contaminazione non vale solo per Ignoto 2”

La genetista Marina Baldi analizza il Dna sulle unghie di Chiara Poggi, sottolineando la fragilità della prova e la contestazione della contaminazione.

Dna sulle unghie di Chiara Poggi, la genetista difesa di Andrea Sempio: “Contaminazione non vale solo per Ignoto 2”
Dna sulle unghie di Chiara Poggi, la genetista difesa di Andrea Sempio: “Contaminazione…

Il delitto di Garlasco, che vide la morte di Chiara Poggi il 13 agosto 2007, continua a suscitare dibattiti e nuove indagini. Andrea Sempio, 38 anni, è l’unico indagato in questa nuova inchiesta, con i legali che si mostrano forti e determinati a chiarire ogni aspetto. La genetista Marina Baldi, consulente della difesa di Sempio, ha firmato una delle cinque relazioni che saranno depositate tra oggi e domani in Procura come controdeduzioni difensive alle repliche dell’accusa. La sua analisi si concentra su un elemento cruciale: il Dna trovato sulle unghie della vittima.

Contaminazione e profili genetici

La genetista ha sottolineato che l’ipotesi di contaminazione non riguarda solo il profilo “Ignoto 2”, ma potrebbe anche interessare altri dati. “Ignoto 2 è un altro profilo maschile, su un altro dito della vittima. Uno può essere contaminazione e l’altro no?” ha spiegato Baldi, riferendosi a un’analisi già effettuata da un perito terzo, la genetista Denise Albani. La difesa ha già presentato osservazioni in precedenza, ma la Procura ha replicato con una consulenza aggiuntiva, che la genetista ha commentato con ulteriori dati.

La difesa non si limita a contestare le prove, ma cerca di dimostrare la loro insufficienza per un’accusa concreta. La genetista ha posto la scientificità della prova alla base delle controdeduzioni. “L’aspetto genetico non credo che entrerà nelle udienze preliminari, perché c’è già una perizia. Ma essendo un campione critico, come sottolineato dallo stesso perito Albani, c’è poi la comparazione statistica che mette in difficoltà chi non è specialista”, ha spiegato. La probabilità del profilo maschile di Sempio è verissima, ma parziale, e non è sufficiente a fondare una conclusione accusatoria scientificamente robusta.

La scientificità della prova

La relazione della genetista conferma le conclusioni della precedente consulenza: “In assenza di un profilo completo, singolo, quantitativamente significativo, riproducibile e coerente con la dinamica di un graffiamento aggressivo, il dato genetico subungueale deve essere considerato un elemento fragile, parziale e non individualizzante, non idoneo a fondare una conclusione accusatoria scientificamente robusta”. La difesa, quindi, non si limita a contestare le prove, ma cerca di dimostrare la loro insufficienza per un’accusa concreta.

La genetista ha ribadito che il contraddittorio tra le parti è normale, ma in questo caso viene amplificato. “Io mi sono limitata a rispondere alle osservazioni della Procura, che avevano già espresso un commento nei loro consulenti. Ora la Procura ha fatto osservazioni sulla mia relazione e io ho dato la mia risposta”, ha concluso. La situazione rimane complessa, con le parti che si confrontano su dati scientifici e interpretazioni. La genetista Marina Baldi ha ribadito che il contraddittorio tra le parti è normale, ma in questo caso viene amplificato.

La difesa, con il supporto della genetista, cerca di mettere in discussione la validità delle prove presentate dall’accusa, sottolineando la mancanza di un profilo completo e la fragilità del dato genetico. La situazione rimane in sospeso, con le parti che si confrontano su dati scientifici e interpretazioni. La genetista ha ribadito che il contraddittorio tra le parti è normale, ma in questo caso viene amplificato.