Andrea Sempio, indagato per omicidio: difesa contesta interpretazione delle prove
Andrea Sempio, indagato per omicidio di Chiara Poggi, difesa contesta interpretazione delle prove.

Il processo per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007, vede Andrea Sempio, 38 anni, indagato per l’aggressione aggravata, tornare al centro dell’attenzione. L’accusa, avanzata dai pm, vede nel 38enne un possibile autore dell’atto violento, descritto come “cieco, sproporzionato, un annientamento furioso concentrato sul volto e sulla testa, come se l’intento fosse cancellare ogni traccia della persona”. La difesa, guidata dall’avvocato Liborio Cataliotti e dalla collega Angela Taccia, contesta l’interpretazione delle prove, sostenendo che siano state lette in modo errato.
Un foglietto interpretato in modo errato
Un elemento cruciale del processo è un foglietto trovato nei cassonetti di spazzatura, gettato da Andrea Sempio il 26 febbraio 2025, quando era venuto a conoscenza della nuova indagine. Il foglietto, contenente frasi come “Inizio scoperta”, “tra cucina e sala”, “cane”, “colpi da…”, “campanello” e “assassino”, è stato presentato come prova a carico del 38enne. Tuttavia, l’avvocato Cataliotti spiega che si tratta di una scaletta per un video che Sempio avrebbe dovuto realizzare per uno spettacolo intitolato “La fabbrica degli innocenti”. Il video, spiega, avrebbe rappresentato il momento in cui Sempio ha scoperto di essere indagato, con dettagli su dove si trovava, cosa aveva visto e sentito.
La difesa sostiene che ogni singola prova meriti di essere vagliata razionalmente. Il foglietto, gettato in un cassonetto lontano da casa, non è altro che una rappresentazione di una scaletta per un video, non un’indicazione di colpevolezza. L’avvocato spiega che Sempio aveva accesso a un cassonetto deputato a raccogliere l’indifferenziata, posto dietro l’Iper, dove aveva lavorato come dipendente. Questo dettaglio, a suo parere, dimostra come la prova non sia stata interpretata correttamente.
La Procura sostiene un movente sessuale
La Procura, invece, sostiene che i nuovi elementi presentati smontano il movente pornografico di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio. Secondo i pm, l’aggressione di Sempio sarebbe scaturita dal rifiuto di Chiara Poggi a un approccio sessuale, maturato nella visione dei video intimi dei due fidanzati. La consulenza informatica ha rivelato che un video era stato lasciato memorizzato sulla chiavetta in modo leggibile, potendo rimanere circa un mese.
La difesa sottolinea che il video potrebbe essere stato accesso da Marco Poggi o rubato. Non esiste una conferma definitiva su chi abbia avuto accesso al video, né su come sia stato trovato. La Procura, tuttavia, ritiene che i nuovi elementi convergano su un unico innesco: il rifiuto di Chiara, che ha scatenato una reazione esplosiva improvvisa. La difesa, però, continua a contestare l’interpretazione di ogni singola prova, sottolineando che non può essere presa per buona senza una valutazione razionale.
La difesa di Sempio sta lavorando intensamente per contestare ogni singola prova, ribattendo punto per punto alle accuse. L’ultimo interrogatorio di Alberto Stasi ha confermato che Chiara Poggi non aveva mai parlato di avances da parte di Sempio, né aveva sospetti sul fratello Marco. La Procura, tuttavia, ritiene che i fatti siano legati a un movente sessuale, con un’aggressione scaturita dal rifiuto di Chiara. La situazione resta in sospeso, con la difesa che cerca di ribattere punto per punto, mentre la Procura continua a sostenere che i fatti siano legati a un movente sessuale.
