Nicolò racconta l’incidente in moto: “Sono vivo per miracolo, ma qualcuno non si è fermato”

Nicolò racconta l’incidente in moto: “Sono vivo per miracolo, ma qualcuno non si è fermato”

Nicolò, un motociclista rimasto ferito in un incidente avvenuto la sera del 29 settembre in via Resegone a Erba, racconta la sua esperienza con parole che esprimono dolore e confusione. L’incidente, che ha lasciato il segno, ha visto il motociclista finire contro una ringhiera dopo un impatto con un’auto. Oggi, dopo un periodo di recupero, Nicolò è tornato a casa dai suoi tre figli, ma la sua mente è ancora concentrata sui dettagli di quei minuti di caos. L’uomo, che non cerca un colpevole a tutti i costi, chiede solo di capire cosa è successo e perché nessuno si sia fermato dopo averlo visto cadere.

Un incidente che resta incastrato nella mente

Nicolò ricorda con chiarezza l’ultima immagine prima dell’impatto: un’auto che stava per svoltare davanti a lui. “Penso di averla colpita prima di finire contro la ringhiera, ma ho ricordi molto vaghi”, spiega. I minuti successivi sono un’immagine confusa: persone che arrivano, l’ambulanza, il trasferimento in ospedale. “Dei minuti successivi restano soltanto immagini confuse”, racconta. Secondo quanto gli è stato riferito, quando sono arrivate le persone che lo hanno soccorso vicino a lui non c’era nessun’altra auto. Questo dettaglio, però, non lo convince del tutto.

La corsia di destra e la manovra di svoltura

Nicolò spiega che, se la corsia di destra fosse stata libera, avrebbe scelto di passarci. “Non mi sarei di certo affiancato a una macchina che stava per svoltare”, dice. L’uomo, che era uscito con alcuni amici e stava rientrando dalla Valtellina, ha sottolineato come la sua decisione di proseguire da solo verso casa potesse aver contribuito al momento dell’incidente. “Non so se si stesse magari immettendo per svoltare o cosa sia successo”, aggiunge. La sua mente, però, è concentrata su un’altra cosa: chi avrebbe potuto vedere qualcosa e non si è fermato.

La mancanza di testimoni e la mancanza di telecamere nella zona rendono difficile ricostruire esattamente i secondi dell’incidente. “Per questo mi farebbe piacere sapere se c’era qualcuno che passava da lì a quell’ora e può aver visto qualcosa”, dice Nicolò. L’uomo, che ha subito solo alcuni ossei rotti, non cerca un risarcimento né un colpevole. “Non cerco soldi, voglio solo capire”, afferma. La sua richiesta è semplice: conoscere la verità su quel momento in cui, per fortuna, è sopravvissuto.

Un appello alle persone che potrebbero aiutare

Nicolò ha già contattato i carabinieri e si è presentato spontaneamente alla stazione di Erba. Gli accertamenti sull’incidente sono in corso, ma l’uomo teme che la ricostruzione dei fatti possa rimanere incompleta. “Sono vivo per miracolo”, dice, ma la sua mente è ancora legata a quei momenti di confusione e sconcerto. L’appello di Nicolò, rivolto a chi potrebbe aver visto qualcosa, è un richiamo a una maggiore attenzione alla sicurezza stradale e a una maggiore responsabilità di fronte a situazioni di emergenza.