Delitto di Garlasco, 19 anni dopo: la nuova indagine su Andrea Sempio e la condanna definitiva di Alberto Stasi
Un nuovo capitolo per il delitto di Garlasco, 19 anni dopo. La condanna definitiva di Alberto Stasi e la riapertura dell’indagine su Andrea Sempio.

Il 13 agosto 2007, Chiara Poggi, 26 anni, venne uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco. Il suo fidanzato, Alberto Stasi, fu inizialmente assolto, ma dopo una serie di processi, fu condannato a 16 anni di carcere. Dopo 19 anni, la vicenda torna al centro dell’attenzione con la riapertura dell’indagine su Andrea Sempio, un amico del fratello di Chiara. La famiglia di Chiara, che chiede discrezione, vuole ricordarla da sola e in silenzio.
La condanna definitiva di Alberto Stasi
Il 24 settembre 2007, Alberto Stasi fu fermato, ma il gip non convalidò il provvedimento e lo rimise in libertà. Nel processo con rito abbreviato, il 17 dicembre 2009, venne assolto, mentre il pm aveva chiesto 30 anni. La Corte d’assise d’appello di Milano confermò l’assoluzione il 6 dicembre 2011. La ricostruzione dell’attività al computer e dell’orario della morte fu un elemento chiave del processo, ma non fu sufficiente a dimostrare la sua responsabilità.
Il 18 aprile 2013, la Cassazione annullò la sentenza d’appello e dispose un nuovo giudizio. Dopo un appello bis, il 17 dicembre 2014, Stasi fu condannato a 16 anni di carcere. La condanna fu basata su una serie di elementi, tra cui le tracce e le impronte sulla scena, le biciclette della famiglia Stasi e l’assenza di tracce di sangue sui suoi indumenti. La Cassazione confermò definitivamente la condanna il 12 dicembre 2015, e Stasi iniziò a scontare la pena.
La riapertura dell’indagine su Andrea Sempio
Nel 2025, il nome di Andrea Sempio tornò nel fascicolo. L’amico del fratello di Chiara era già stato indagato nel 2017, ma l’inchiesta fu archiviata. La difesa di Stasi lo indicò in relazione a un profilo genetico maschile trovato sotto le unghie di Chiara. La nuova indagine, avviata dalla Procura di Pavia, ha esaminato nuovi reperti e dati, anche grazie alle nuove possibilità tecniche.
La perizia genetica del dicembre 2025 ha rilevato una compatibilità tra il materiale genetico maschile estratto dalle unghie di Chiara e la linea genetica maschile della famiglia Sempio. Tuttavia, il dato non è sufficiente a identificare con certezza Andrea Sempio come autore della traccia. La perizia ha anche segnalato criticità legate alla natura del materiale. Inoltre, l’impronta 33, rilevata sulla parete delle scale, è stata attribuita al palmo destro di Sempio, ma la difesa contesta questa attribuzione.
Un nuovo quadro investigativo
La Procura ha anche analizzato nuove prove, tra cui i soliloqui di Sempio in auto, in cui sembrerebbe fare riferimento a Chiara e a un presunto rifiuto. Secondo la Procura, questa conversazione potrebbe indicare una movente per l’omicidio. Tuttavia, la difesa sostiene che Sempio stesse commentando fatti appresi attraverso media. L’indagine ha anche esaminato un scontrino di un parcheggio di Vigevano, che Sempio aveva conservato, e che la Procura ritiene un elemento riconducibile a un falso alibi.
La nuova indagine ha anche portato alla scoperta di un altro profilo genetico maschile, indicato come «Ignoto 3», che potrebbe essere il risultato di una contaminazione durante le autopsie. La Procura di Pavia ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di Sempio, ma non si tratta di una condanna né di un rinvio a giudizio. La famiglia di Chiara, che chiede discrezione, vuole ricordarla da sola e in silenzio.
La vicenda di Garlasco, 19 anni dopo, non è ancora chiusa. La giustizia italiana ha attribuito la responsabilità dell’omicidio a Alberto Stasi, ma la nuova indagine su Andrea Sempio apre nuovi scenari. La famiglia di Chiara, che vuole ricordarla in silenzio, attende con ansia i prossimi sviluppi.
