Olindo Romano e Rosa Bazzi non avranno un nuovo processo
La richiesta di revisione del processo per la strage di Erba è stata respinta, i giudici smentiscono ipotesi di complotto

Olindo Romano e Rosa Bazzi non potranno chiedere un nuovo processo per la strage di Erba, in provincia di Como, avvenuta il 11 dicembre 2006. La Corte d’Appello di Brescia ha respinto le richieste di revisione presentate dagli avvocati difensori e dal sostituto procuratore Cuno Tarfusser, confermando definitivamente la condanna a ergastolo inflitta ai due coniugi. I giudici hanno chiarito che le presunte nuove prove non sono state accolte perché non rappresentano elementi nuovi rispetto a quelli già esaminati nei tre gradi di giudizio.
Le richieste di revisione non sono state accolte
Le richieste di revisione del processo, presentate nel 2023, si basavano su presunti errori commessi durante le indagini e su nuove prove emerse grazie a consulenti di parte interpellati negli ultimi anni. Tuttavia, i giudici hanno sottolineato che gli elementi presentati non sono nuovi e non hanno portato a una revisione del caso. In particolare, hanno smentito l’ipotesi di un complotto ai danni di Romano e Bazzi, una versione sostenuta da alcuni media e trasmissioni televisive.
Le prove non sono nuove, ma ipotesi di complotto
Secondo la difesa di Romano e Bazzi, gli errori più gravi furono commessi durante la testimonianza di Mario Frigerio, nella gestione della confessione dei coniugi e nel ritrovamento di una macchia di sangue sull’auto di Romano. I giudici hanno però chiarito che il tema della capacità di ricordare di Frigerio è stato già esaminato nei tre gradi di giudizio e non può essere messo in discussione ora. Inoltre, hanno sottolineato che le interviste televisive non possono essere considerate nuove prove, poiché le persone intervistate non hanno l’obbligo di dire la verità come in sede processuale.
La sentenza ha anche sottolineato che le ipotesi di complotto non sono supportate da nuovi elementi e che le prove presentate non hanno portato a un cambiamento nel caso. I giudici hanno quindi respinto le richieste di revisione, confermando la condanna definitiva di Romano e Bazzi.
La strage di Erba e le confessioni dei coniugi
Olindo Romano e Rosa Bazzi furono condannati all’ergastolo per l’omicidio di quattro persone avvenuto a Erba, in provincia di Como, il 11 dicembre 2006. Le vittime furono Raffaella Castagna, 30 anni, suo figlio Youssef, due anni, sua madre Paola Galli, 57 anni, e una vicina di casa di Castagna, Valeria Cherubini, 55 anni. Tutte queste persone furono uccise con coltelli e armi contundenti. Il marito di Cherubini, Mario Frigerio, 66 anni, fu colpito alla gola da una coltellata, ma riuscì a salvarsi.
Romano e Bazzi confessarono pochi giorni dopo l’omicidio, salvo poi cambiare versione durante i processi, sostenendo di essere innocenti. Durante gli interrogatori, però, avevano parlato ai magistrati di dettagli che solo chi aveva commesso gli omicidi poteva conoscere, e durante le indagini erano state raccolte prove contro di loro. La condanna all’ergastolo fu confermata dalla Corte d’Appello di Milano e infine dalla Cassazione, l’ultimo grado di giudizio.
La decisione dei giudici di Brescia ha quindi concluso definitivamente il caso, senza possibilità di ulteriori revisioni. La sentenza ha sottolineato che le richieste di revisione non sono state sostenute da nuove prove, ma solo da ipotesi di complotto e interviste non rilevanti in sede processuale.
