Strage di Erba: il ricorso per la revisione del processo respinto

Il ricorso per la revisione del processo di Olindo Romano e Rosa Bazzi respinto. La difesa valuta l’opzione della Corte europea.

Strage di Erba: il ricorso per la revisione del processo respinto
Strage di Erba: il ricorso per la revisione del processo respinto

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, accusati della strage di Erba del 2006, ha visto respinto il ricorso per la revisione del processo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’appello di Brescia, che aveva già ritenuto inammissibile l’istanza. La sentenza, resa il 24 marzo 2025, ha sottolineato l’assenza di novità e l’inconcludenza delle prove avanzate, che si concentrano su dati di contorno o ambivalenti. La difesa aveva sostenuto l’esistenza di nuove prove, mettendo in dubbio quelle su cui si basavano le precedenti condanne, ma il sostituto pg Giulio Monferini ha definito tali prove «mere e astratte congetture» non in grado di smontare i pilastri delle motivazioni che hanno portato alla condanna.

Le confessioni e le prove contestate

Le confessioni di Olindo e Rosa, poi ritrattate, sono state considerate «ispirate» dai carabinieri, secondo i loro avvocati. La difesa aveva anche provato a contestare la traccia ematica con il profilo genetico di Valeria Cherubini, sul battitacco dell’auto di Olindo Romano, sostenendo che fosse contaminata. Tuttavia, la Corte d’appello ha ritenuto che tali contestazioni non fossero in grado di incrinare il compendio probatorio su cui si fonda il giudizio di condanna. L’ipotetico movente legato a un regolamento di conti nell’ambito del traffico di sostanze stupefacenti non ha trovato alcun riscontro, né è stato accettato l’eventuale «complotto» che avrebbe portato alla fabbricazione di falsità di prove.

La difesa ha sostenuto che le prove nuove non fossero sufficienti a modificare il verdetto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione della Corte d’appello di Brescia. La difesa ha espresso la sua delusione, ma ha mantenuto aperta la possibilità di chiedere altre revisioni in caso di nuove prove. La famiglia Castagna, dopo 19 anni di processo, spera finalmente in una conclusione.

La strage e le conseguenze

La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha visto uccidere Raffaella Castagna, 30 anni, suo figlio Youssef Marzouk, 2 anni, la madre Paola Galli, 56, e la vicina di casa Valeria Cherubini, 55 anni. Il marito di Valeria Cherubini, Mario Frigerio, 73 anni, è rimasto ferito. Rosa Bazzi e Olindo Romano sono stati condannati all’ergastolo per la strage, con la condanna confermata in tutti i gradi di giudizio. Il ricorso, che comprendeva un centinaio di pagine, ha cercato di mettere in dubbio le prove su cui si basavano le precedenti condanne, tra cui la testimonianza dell’unico sopravvissuto, Mario Frigerio, che la difesa riteneva viziate da un falso ricordo conseguente al trauma.

La famiglia Castagna ha espresso sollievo per il respingimento del ricorso. «Credo che sarà davvero difficile per la difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi riprovare la strada della revisione», ha detto Massimo Campa, legale della famiglia. La difesa ha annunciato l’intenzione di valutare l’opzione di ricorrere alla Corte europea dei diritti umani. «Contro Olindo Romano e Rosa Bazzi non ci sono tre pilastri (il testimone oculare, le confessioni e la prova scientifica), ma un intero colonato», ha concluso Campa. La famiglia Castagna, i fratelli Pietro e Giuseppe, merita pace e di non essere costretta a tornare di continuo su ricordi dolorosi.

La strage di Erba resta un evento drammatico che ha segnato la vita di molte persone, e la sua memoria rimane intatta, anche se il processo è finalmente chiuso. La difesa ha espresso la sua delusione, ma ha mantenuto aperta la possibilità di chiedere altre revisioni in caso di nuove prove. La famiglia Castagna, dopo 19 anni di processo, spera finalmente in una conclusione.