Garanzia, obbligo di trasparenza nei negozi: il test del Salvagente svela lacune nel fast fashion

Nuovo obbligo di trasparenza per la garanzia legale in UE. Test del Salvagente svela mancanza di informazioni sui diritti dei consumatori.

Da oggi, 30 settembre 2026, in tutti i negozi e i siti di vendita nell’Unione europea è obbligatorio esporre un avviso armonizzato sui diritti di garanzia legale. L’obbligo, derivante dalla direttiva europea 2024/825, mira a rendere visibili tutele esistenti ma spesso ignorate dai consumatori. In parallelio, debutta un’etichetta, EU Garan, che segnala prodotti con garanzia di durabilità superiore ai due anni. Tuttavia, come rileva il test del Salvagente, la trasparenza rimane un miraggio, soprattutto nel settore del fast fashion.

Garanzia legale: diritti sempre esistenti, spesso non conosciuti

La garanzia legale di almeno due anni è un diritto automatico per ogni prodotto acquistato nell’UE. Il produttore si impegna a far sì che il prodotto mantenga, con un uso normale, le funzioni e le prestazioni dichiarate. In caso di malfunzionamento, il consumatore ha il diritto di richiedere riparazione o sostituzione senza costi aggiuntivi. Tuttavia, come sottolinea Andrea Elestici, fondatore di Garanteasy, le aziende del tessile giocano sulla confusione tra reso e garanzia, spesso riducendo il valore effettivo del diritto del consumatore.

EU Garan: un’etichetta per prodotti duraturi

L’etichetta EU Garan, introdotta in parallelo all’avviso obbligatorio, segnala prodotti con garanzia commerciale di durabilità superiore ai due anni. Per essere applicata, la garanzia deve essere gratuita, coprire l’intero prodotto e durare oltre due anni. L’etichetta permette al consumatore di confrontare prodotti in base alla durata garantita, prima ancora di leggere la scheda tecnica. Tuttavia, non sostituisce la garanzia legale, che è sempre applicabile e non dipende dalla volontà del produttore.

La garanzia legale è un diritto inalienabile, che non può essere ridotto né eliminato. Al contrario, la garanzia commerciale è un impegno aggiuntivo e volontario del produttore. Stefano Albertini, coordinatore dell’ufficio di Bolzano del Centro Europeo Consumatori Italia, invita i consumatori ad abituarsi a leggere l’avviso esposto in negozio o sul sito prima di concludere l’acquisto. Gunde Bauhofer, direttrice del Centro Tutela Consumatori Utenti, aggiunge un avvertimento pratico: “vale la pena verificare cosa offrono in più rispetto a quella legale, e quindi se ne valgano davvero la pena”.

La mancanza di informazioni: un problema diffuso

Secondo l’analisi condotta da Garanteasy su 38 brand di fast fashion e 8 brand di calzature, le informazioni sulla garanzia legale sono spesso introvabili. Solo Pittarosso raggiunge il livello “Eccellente”, con informazioni complete, mentre la maggior parte dei marchi si ferma a un livello “Scarso” o “Nessuna informazione”. Il problema non è tanto l’assenza di un generico richiamo alla garanzia, ma la mancanza di spiegazioni complete e comprensibili su come esercitarla. Le lacune riguardano soprattutto gli aspetti più concreti: cosa si intende per difetto di conformità, da quando decorrono i 26 mesi di garanzia, quali sono gli obblighi del venditore, come segnalare il problema, quali contatti utilizzare e quali prove d’acquisto sono valide. Particolarmente significativa è la voce sull’onere della prova: soltanto 1 marchio su 51 fornisce l’informazione richiesta. Anche sul termine per segnalare il difetto, le informazioni sono quasi assenti: solo 5 brand su 51 riportano il riferimento ai 26 mesi.

La mancanza di trasparenza non è solo un problema di informazione, ma anche di struttura dei prodotti stessi. I capi di fast fashion non sono progettati per durare almeno due anni, e spesso finiscono in condizioni non adatte al mercato di seconda mano o alla donazione. I produttori non si assumono nemmeno la responsabilità di indicare le caratteristiche di conformità e la durata massima garantita in condizioni di utilizzo normale. Per il consumatore, la garanzia legale è un diritto inalienabile, ma la sua effettiva applicazione dipende da una corretta informazione e una chiara comprensione dei diritti. Il test del Salvagente svela una realtà in cui la trasparenza è ancora lontana, e i consumatori continuano a non conoscere o non fanno valere i loro diritti. La garanzia legale, pur essendo un diritto esistente, rimane spesso un miraggio per chi compra abiti a basso costo, ma con una durata di vita limitata.