Alì Abbas racconta: «Ho visto mio zio prenderla per il collo e portarla nelle serre»
Alì Abbas, fratello di Saman Abbas, racconta la sua testimonianza su come suo zio abbia ucciso la sorella.

Alì Abbas, 21 anni, ha raccontato in modo dettagliato come suo zio abbia ucciso la sorella Saman, 18 anni, in un episodio che ha sconvolto la sua famiglia. Il ragazzo, ancora minorenne all’epoca, ha visto con i propri occhi l’omicidio e ha deciso di parlare dopo mesi di silenzio. «Piano piano mi sono riuscito ad aprire e ho detto ‘mio zio Danish ha ucciso mia sorella’», ha dichiarato. La frase, destinata a diventare centrale nella sua testimonianza, segna un passo importante nella sua vita. Alì ha visto suo zio prendere Saman per il collo e portarla verso le serre, un momento che ha lasciato un segno indelebile nella sua mente.
La scelta di Saman e la sua battaglia per la libertà
Saman Abbas aveva scelto di opporsi al matrimonio combinato deciso dalla famiglia, preferendo di sposare Saqib, un giovane pakistano che viveva in Italia. La sua decisione ha suscitato tensioni all’interno della famiglia, che aveva programmato per lei un altro destino. «Era la più forte e coraggiosa, non avrei mai saputo lottare come lei per la sua libertà», ha detto Alì, che oggi parla di lei con orgoglio. Per lui, Saman non è solo una sorella, ma un simbolo di una battaglia per la libertà personale, una scelta che ha portato alla tragedia.
La sua libertà era una lotta quotidiana. Saman aveva rifiutato un destino deciso da altri, scegliendo chi amare e vivere la sua vita. Per Alì, questa scelta è diventata un simbolo di coraggio, un atto di ribellione che ha portato alla sua morte. «E penso che le donne devono fare ciò che vogliono», afferma il fratello, che oggi guarda a Saman con orgoglio.
La paura e il dolore di un ragazzo minorenne
Alì ha ricordato come fosse terrorizzato davanti alla scena dell’omicidio. «Erano come animali. Io tremavo tutto a guardarli…», ha detto, ripensando a quella notte. Il ragazzo, allora ancora adolescente, non ha potuto intervenire per salvare la sorella. «La stessa notte in cui aveva fatto quella roba, lui dormiva accanto a me. Dormiva, capito? Con gli stessi vestiti addosso. Lui russava, io piangevo. E avevo tantissima voglia di ucciderlo. Ma non volevo andare in prigione», ha raccontato.
La verità è emersa dopo mesi di silenzio. La sua testimonianza è emersa dopo un colloquio con il comandante dei carabinieri, che lo ha convinto a parlare. Da quel momento, lentamente, il ragazzo ha iniziato ad aprirsi. La sua decisione di raccontare la verità ha rappresentato un passo importante per la giustizia.
La storia di Saman è legata alla sua opposizione a un destino deciso da altri. La famiglia aveva fatto credere alla ragazza che la rabbia nei suoi confronti fosse ormai superata e che potesse tornare a uscire di casa. Ma, secondo la ricostruzione emersa dalla vicenda, la fossa nella quale sarebbe stato sepolto il suo corpo era già stata scavata. Saman voleva scegliere la propria vita e sposare Saqib. La famiglia, invece, aveva previsto per lei un altro futuro.
Alì, attraverso la sua testimonianza, ha scelto di raccontare ciò che aveva visto, rompendo il silenzio che aveva accompagnato quei giorni. Oggi, a 21 anni, il fratello guarda a Saman non soltanto come alla sorella che ha perso, ma come alla persona che ha avuto il coraggio di rivendicare la propria libertà.
