Il Senato approva definitivamente il nucleare sostenibile: cosa cambia per l’Italia

Il Senato approva definitivamente il nucleare sostenibile: cosa cambia per l’Italia e quando si realizzeranno i primi reattori.

L’Italia ha dato il via libera definitivo al nucleare sostenibile: il Senato ha approvato in via definitiva la legge di delega sul tema, presentata dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. L’approvazione segna un passo importante verso la riintroduzione del nucleare nel mix energetico nazionale, con l’obiettivo di realizzare reattori modulari di piccole dimensioni, noti come nucleare di terza generazione, entro una decina di anni. Il provvedimento, che ha visto 81 voti a favore e 51 contrari, apre la strada a una nuova cornice normativa per la gestione del settore, con l’obiettivo di rendere operativa la legge entro la fine dell’anno.

Un quadro normativo per il nucleare sostenibile

La legge delega non riapre direttamente le centrali nucleari, ma attribuisce al governo l’autorità di emanare decreti legislativi per disciplinare l’intero settore. I campi di intervento sono molteplici: costruzione e gestione degli impianti, produzione di idrogeno tramite energia nucleare, gestione dei rifiuti radioattivi e istituzione di organi di controllo. Il provvedimento, che ha già superato la Camera dei Deputati, mira a fornire una base giuridica per il ritorno del nucleare in Italia, dopo la chiusura delle centrali nel 1987 a seguito del referendum. Il ministro Pichetto Fratin ha ribadito l’intenzione di redigere i decreti attuativi entro la fine dell’anno, per rendere concretamente operativa la nuova normativa.

Il nucleare sostenibile, insieme alle rinnovabili, renderà l’Italia un Paese sicuro, indipendente e competitivo. L’obiettivo è di aumentare la disponibilità di energia per famiglie e imprese, in un contesto in cui i principali Paesi del mondo stanno puntando su tecnologie nucleari avanzate. I primi reattori modulari, noti come small modular reactors (Smr), potrebbero diventare disponibili tra il 2034 e il 2035, mentre i reattori di quarta generazione, basati sulla fusione nucleare, potrebbero essere realizzati solo dopo il 2040.

Un’opzione per l’energia del futuro

La legge delega, però, non elimina le critiche: le opposizioni e l’associazionismo hanno espresso dubbi sull’allocazione delle risorse, preferendo un maggiore investimento nelle energie rinnovabili. Il dibattito sul nucleare sostenibile è appena iniziato, ma il provvedimento segna un’importante svolta per l’energia italiana. La legge delega, che ha visto un’approvazione bipartisan, apre la strada a una strategia energetica diversificata, in grado di rispondere alle esigenze di sicurezza e competitività del Paese. Il governo dovrà ora concentrarsi sulla redazione dei decreti attuativi, che definiranno in modo più dettagliato le regole per la gestione del settore. La strada è lunga, ma il passo fatto dal Senato rappresenta un’importante novità per l’Italia. Il provvedimento, inoltre, include la possibilità di autocandidature volontarie per i territori interessati a ospitare impianti e siti di stoccaggio, con nuovi passaggi di valutazione ambientale strategica.