Bando per ex casa di riposo deserto: il Comune ricalibra le condizioni

Nessuna candidatura per trasformare l’ex casa di riposo in hotel: il Comune valuta modifiche per attirare investitori.

Un immobile in via Cunicchio, con un bando deserto per la sua conversione in hotel, mentre il Comune valuta modifiche per attirare investitori
Un immobile in via Cunicchio, con un bando deserto per la sua conversione in hotel, mentre il Comune valuta modifiche per attirare investitori

Il bando per la trasformazione dell’ex casa di riposo in via Cunicchio in una struttura alberghiera non ha raccolto alcuna candidatura. A seguito della scadenza del 7 settembre, nessun operatore ha ritenuto sostenibile una concessione ventennale con canone annuo di circa 43mila euro e lavori di adeguamento integralmente a carico del futuro gestore. Le ragioni sono tecniche prima che politiche: canone elevato, costi di recupero significativi, avvio di un’attività ricettiva in un mercato non semplice e una pubblicazione in pieno agosto, periodo che raramente intercetta investitori del settore. È un segnale chiaro, che non mette in discussione l’idea dell’albergo, ma la convenienza dell’operazione così come proposta.

Un’idea da rivedere, ma non abbandonata

Il sindaco Gionata Calcinari conferma che l’obiettivo non cambia: gli uffici stanno ricalibrando le condizioni del bando per renderlo più attrattivo. Prima della nuova pubblicazione, però, sarebbe utile chiarire alcuni elementi decisivi — entità dell’investimento richiesto, numero di camere ipotizzato, target di clientela, rapporto con le strutture già attive — così da evitare un secondo passaggio a vuoto. La sfida è trovare un equilibrio tra attrattività e sostenibilità economica. L’opposizione, rappresentata da Sinistra Italiana–Alleanza Verdi Sinistra, sollecita una visione complessiva su turismo e commercio, non interventi isolati.

Un’alternativa a breve termine

Diverso il quadro dell’altro avviso comunale, quello per favorire l’apertura di pizzerie, gelaterie, pasticcerie e cioccolaterie nel centro storico e in viale Roma, con contributi fino a 7.500 euro. Qui alcune domande sono arrivate e sono ora al vaglio degli uffici. Due misure non comparabili per scala — immobiliare la prima, microimprenditoriale la seconda — ma accomunate dalla stessa ambizione: riportare presenze nel cuore della città. La città ha l’intendimento di seguire un percorso che permetta al centro storico di rigenerarsi non con annunci, ma con presenze reali e continuative. Resta aperta anche la questione del Cag Wonder, destinato al trasferimento in via Aldo Moro. Su tempi e sede definitiva, famiglie e ragazzi attendono ancora indicazioni chiare.

Luca Franca e Monia Morlacco, rappresentanti di Sinistra Italiana–Alleanza Verdi Sinistra, non contestano la scelta del privato, ma chiedono che l’hotel sia inserito in una strategia più ampia: accessibilità, servizi, continuità dell’offerta commerciale, attrattività turistica. Una domanda legittima, che non deriva automaticamente dal bando deserto, ma che tocca un punto reale: senza una cornice complessiva, ogni intervento rischia di restare isolato. La sfida, per Sant’Elpidio, è trasformare interventi diversi — un hotel, nuove attività commerciali, un servizio giovanile — in un disegno riconoscibile.

Il Comune, con l’obiettivo di attirare investimenti, dovrà trovare un equilibrio tra le diverse iniziative e garantire una strategia coerente per il futuro del quartiere. La città ha bisogno di un piano che unisca i progetti e crei un’immagine di continuità e dinamicità. La strada è ancora lunga, ma il dibattito aperto suggerisce che il dibattito non è finito e che il futuro del centro storico dipende da una visione condivisa e sostenibile.