Nuovo processo per diffamazione: l’ex pm Maria Angioni a Monza
L’ex pm Maria Angioni, accusata di diffamazione nei confronti del poliziotto Vincenzo Tumbiolo, dovrà rispondere a un nuovo processo a Monza.
Il processo per diffamazione tra l’ex pm Maria Angioni e il poliziotto Vincenzo Tumbiolo si sposta a Monza. La sentenza di primo grado, emessa dal tribunale di Marsala, ha condannato l’ex pm a quattro mesi di reclusione e a un risarcimento di tremila euro, ma è stata annullata dalla Cassazione. La Procura di Monza ha ora citato Angioni a giudizio, con la prima udienza fissata al 16 giugno 2026. L’episodio è legato alle indagini sul sequestro della piccola Denise Pipitone, scomparsa nel 2004.
Le dichiarazioni in onda nel 2021
Le dichiarazioni che l’ex pm Maria Angioni ha ritenuto diffamatorie nei confronti del poliziotto Vincenzo Tumbiolo sono state trasmesse nel programma Mattino Cinque di Canale 5 il 27 maggio 2021. L’intervista, registrata a Cologno Monzese, ha suscitato reazioni nell’ambiente investigativo. Angioni ha accusato Tumbiolo e altri colleghi di errori e omissioni durante le indagini sul sequestro di Denise Pipitone. La Procura di Marsala aveva riaperto l’indagine nel 2021, e Angioni, difesa dagli avvocati Stefano Giordano e Giovanbattista Lauricella, ha sostenuto che una perquisizione nell’abitazione di Anna Corona era stata effettuata in un appartamento sbagliato.
La posizione del poliziotto e la condanna
Vincenzo Tumbiolo, però, non aveva partecipato alla perquisizione in questione, poiché era sospeso dal servizio al momento dell’operazione. Nonostante l’ex pm abbia chiesto scusa per le dichiarazioni rilasciate durante il processo a Marsala, la condanna è rimasta in piedi. Il 10 dicembre 2024, il giudice ha inflitto quattro mesi di reclusione e un risarcimento di tremila euro a favore del poliziotto, con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe De Luca. La sentenza è stata annullata in appello, e la causa è ora in fase di riesame a Monza.
La partita giudiziaria si sposta ora a Monza, dove la Procura ha deciso di citare Angioni a giudizio per la stessa vicenda. La competenza territoriale è stata trasferita dalla Procura di Marsala alla Procura di Monza, in seguito a una decisione della Suprema Corte. La prima udienza è fissata al 16 giugno 2026, davanti al giudice monocratico del tribunale brianzolo. L’episodio rimane legato al caso Denise Pipitone, una delle più famose scomparse italiane.
Il caso ha suscitato dibattiti nell’ambito della magistratura e del corpo dei poliziotti. Le dichiarazioni dell’ex pm, purte in onda in un programma televisivo, hanno suscitato reazioni e contestazioni. La Procura di Monza ha deciso di proseguire l’azione legale, cercando di chiarire le responsabilità e le dinamiche del caso. La sentenza di Marsala, annullata, ha aperto nuove prospettive per la causa, che ora si svolgerà in un contesto diverso.
La causa si sposta a Monza per competenza territoriale. La decisione della Suprema Corte ha reso necessario il trasferimento degli atti alla Procura di Monza, dove la causa è ora in fase di riesame. La prima udienza è fissata al 16 giugno 2026. L’interesse per la vicenda rimane elevato, non solo per il tema della diffamazione, ma anche per il legame con un caso di scomparsa che ha scosso l’opinione pubblica.
Il processo a Monza rappresenta un ulteriore sviluppo del caso Denise Pipitone, un episodio che ha segnato la storia della magistratura italiana. L’interesse per la vicenda rimane elevato, non solo per il tema della diffamazione, ma anche per il legame con un caso di scomparsa che ha scosso l’opinione pubblica. La Procura di Monza seguirà con attenzione l’evolversi della causa, cercando di garantire una giustizia equa e trasparente.
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