Sostegno in crisi: 2200 precari a Firenze, la rotazione diventa un problema per le famiglie

A Firenze, 2200 docenti di sostegno precari: la rotazione annuale crea difficoltà per le famiglie e gli studenti con disabilità.

Scuola fiorentina, docenti di sostegno precari in movimento, famiglie preoccupate per la continuità educativa
Scuola fiorentina, docenti di sostegno precari in movimento, famiglie preoccupate per la continuità educativa

La scuola fiorentina si prepara a un nuovo anno con un problema strutturale: il numero di docenti di sostegno precari è in aumento, raggiungendo 2200 posti attivati. Secondo i dati forniti dalla Flc Cgil Firenze, il 60% delle cattedre è coperto da personale in deroga, mentre solo il 40% gode di continuità con docenti di ruolo. Questo scenario crea una rotazione annuale del personale, che mette in difficoltà le famiglie e gli studenti con disabilità, che non riescono a instaurare un rapporto di fiducia con i docenti.

La rotazione annuale e la mancanza di continuità

La rotazione del personale di sostegno, spiegata da Emanuele Rossi, segretario generale Flc Cgil Firenze, è un problema crescente. “I docenti precari non riescono a instaurare un rapporto di fiducia con l’alunno e la famiglia perché un anno sono operativi in una scuola, l’anno dopo in un’altra”, sottolinea. Questo fenomeno, purtroppo, è diventato un’abitudine, con conseguenze dirette sulle prestazioni didattiche e sull’integrazione degli studenti con disabilità.

La mancanza di continuità ha un impatto significativo sulle famiglie e sugli studenti.

Secondo le stime della Cgil, il numero complessivo degli studenti è in discesa, ma le certificazioni di disabilità sono molto alte. Questo ha portato a un incremento del fabbisogno di docenti di sostegno, con un rapporto di uno studente con disabilità ogni 1,3 posti di sostegno attivati. Inoltre, i precari non sempre seguono le specializzazioni previste per il sostegno, poiché queste sono a numero chiuso.

Un sistema in bilico tra risorse e stabilità

Nonostante il numero di posti attivati sia in aumento, la situazione non è completamente positiva. Su un totale di 3.656 posti complessivi sul sostegno nel territorio fiorentino, il 60% è coperto da precari, mentre il 40% da personale di ruolo. Camilla Insom, segretaria generale della Cisl Scuola Firenze-Prato, conferma che “la maggior parte delle richieste avanzate dalle famiglie sono state accolte e, quindi, gli studenti hanno potuto continuare il percorso con il solito docente”. Tuttavia, il sistema si basa su contratti a tempo, con durate che vanno da settembre a giugno o settembre ad agosto, limitando la stabilità del personale.

Le famiglie si trovano in una situazione di incertezza costante.

L’Ufficio scolastico regionale ha sottolineato che in Toscana “l’amministrazione periferica del Ministero ha assicurato una copertura praticamente totale con assunzioni in ruolo dei posti che potevano essere coperti in tale modo”. Tuttavia, i 2200 posti di sostegno in deroga testimoniano un’attenzione all’inclusione scolastica, anche se non sempre in modo stabile. La Cisl ha sottolineato che “ogni istituto comunica all’Ufficio scolastico regionale il numero di docenti di sostegno di cui ha bisogno. E per la provincia di Firenze tale fabbisogno è stato coperto integralmente”. I sindacati concordano sul fatto che la stabilizzazione del personale docente è necessaria. “Ben vengano le assunzioni se c’è copertura economica”, dice Camilla Insom, “ma questo governo punta a risparmiare e va avanti con contratti a tempo: settembre-giugno, settembre-agosto i più fortunati”. La situazione, quindi, rimane in bilico tra risorse disponibili e stabilità del personale, con conseguenze dirette sulle famiglie e sugli studenti con disabilità.