Il portaavioni francese Foch, un’eredità tossica per il Brasile

Il portaavioni francese Foch, venduto al Brasile, è diventato un problema ambientale dopo essere stato sommerso nel mare.

Un portaavioni francese, il Foch, viene sommerso nel mare dopo anni di problemi ambientali e controversie
Un portaavioni francese, il Foch, viene sommerso nel mare dopo anni di problemi ambientali e controversie

Il portaavioni francese Foch, un gigante della Guerra Fredda, è stato venduto al Brasile nel 2023, ma la sua storia non è stata semplice. Costruito negli anni Cinquanta all’astillero di Saint-Nazaire, il Foch entrò in servizio nel 1963 e fu uno dei simboli del potere navale francese per quasi quarant’anni. Dopo essere stato sostituito dal Charles de Gaulle, il Foch fu venduto per 12 milioni di dollari alla Marina brasileña, dove fu ribattezzato São Paulo. Tuttavia, il suo acquisto non fu una mossa strategica, ma una scelta che si rivelò un problema ambientale e finanziario.

Un simbolo militare in disuso

Il Foch era dotato di una capacità di ospitare oltre 1.700 membri dell’equipaggio e circa 40 aerei, tra cui caccia supersuoni e caccia-bombardieri. Tuttavia, il suo utilizzo fu limitato a poche operazioni, a causa di problemi meccanici e manutenzione. Il suo deterioramento fu accompagnato da una serie di incidenti, tra cui sei incendi, uno dei quali fu molto grave nel 2005. La mancanza di pezzi di ricambio e la complessità del suo sistema di armamento lo resero un onere finanziario per il Brasile, che aveva sperato di modernizzarlo fino al 2039. I costi previsti, però, furono troppo elevati, e la modernizzazione fu abbandonata.

Il Foch diventò un problema ambientale

Il Foch, pur essendo un simbolo militare, si rivelò un’eredità tossica. Durante il suo utilizzo, il portaavioni accumulò una serie di materiali pericolosi, tra cui amianto, tinture e sostanze chimiche. Secondo le autorità brasiliane, il Foch conteneva 9,6 tonnellate di amianto, un materiale vietato in Europa da diversi anni per il suo potenziale cancerogeno. Altre fonti, però, indicano quantità superiori, come 600 tonnellate di amianto e 170 tonnellate di vernici a base di cadmio e piombo. Inoltre, il Foch aveva anche tracce di mercurio e di sostanze chimiche industriali come i PCB, difficili da degradare. Questi materiali, se non gestiti correttamente, potrebbero causare gravi danni all’ambiente.

Un viaggio senza fine

Il Brasile tentò di rimuovere il Foch e portarlo in Turchia per il recupero e il riciclo, ma il piano fu bloccato da organizzazioni ambientaliste che denunciavano i rischi del trasporto. Il Foch rimase a lungo a fluttuare vicino alla costa brasiliana, mentre i suoi materiali tossici si deterioravano. Dopo mesi di dibattito e di tentativi falliti, il governo brasiliano decise di sommergerlo nel mare. Il 3 febbraio 2023, il Foch fu fatto affondare a circa 350 km dalla costa, a 5.000 metri di profondità. L’operazione, però, suscitò critiche da parte di ONG come Greenpeace e Sea Shepherd, che la definirono una violazione di trattati internazionali sull’ambiente.

La decisione di affondare il Foch ha lasciato un’impronta negativa sulle relazioni internazionali e sull’ambiente. Il Brasile, pur avendo acquistato un simbolo militare, ha dovuto affrontare le conseguenze di un’eredità tossica. Il Foch, un gigante della Guerra Fredda, è diventato un’eredità complessa, un’esperienza che ha messo in luce i rischi di trasferire tecnologie militari senza considerare i loro impatti a lungo termine.

  • Il Foch fu costruito negli anni Cinquanta e servì per quasi quarant’anni.
  • Il Brasile acquistò il Foch per 12 milioni di dollari, ma il suo utilizzo fu limitato.
  • Il Foch conteneva materiali tossici come amianto e sostanze chimiche.
  • Il Foch fu sommerso nel mare nel 2023, ma l’operazione suscitò critiche.