Tracce di liquido seminale sui vestiti di Yara: la difesa di Bossetti chiede nuovi accertamenti
La difesa di Bossetti rivela tracce di liquido seminale sui vestiti di Yara, chiede nuovi test. Il Tribunale di Bergamo si esprime il 5 ottobre.

La difesa di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha reso pubblico un elemento inedito che potrebbe influenzare il caso. I legali hanno scoperto tra i reperti dell’indagine foto di test rapidi antigeni-anticorpo, che a loro avviso avrebbero dato esito positivo al liquido seminale, ma che erano stati indicati come negativi nei documenti. I campioni erano stati prelevati sul giubbotto e sulla felpa della vittima, e la positività dei test è sostenuta anche dal genetista Marzio Capra, consulente della difesa. La difesa spera di riuscire a confermare la presenza di sperma sugli indumenti di Yara e a dimostrare che non si tratta di liquido del proprio assistito.
Test positivi ma catalogati come negativi
Secondo il genetista, siamo davanti a una positività debole, che però è del tutto “coerente con un reperto rimasto per tre mesi all’aperto, esposto a pioggia, gelo e intemperie”. Al contrario, in altri test presenti tra i reperti, Capra ha notato che “è stata attribuita una positività certa o debole dove si vede chiaramente che non c’è”. I test fotografati non sono più presenti tra il materiale repertato, ma gli indumenti dai quali furono prelevati i campioni sì. La difesa sostiene che i test potrebbero essere stati interpretati in modo errato o non sufficientemente analizzati.
La difesa di Bossetti ha chiesto al Tribunale di Bergamo di poter effettuare accertamenti tecnico-scientifici sui reperti e sui campioni biologici ancora esistenti. La richiesta è attesa per il prossimo 5 ottobre. La possibilità di riaprire il caso, come avvenuto per il delitto di Garlasco, sembra sempre più concreta. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno avuto accesso per la prima volta ai reperti d’indagine nel febbraio del 2025, undici anni dopo l’arresto di Bossetti e otto anni dopo che la sua condanna è diventata definitiva.
Strumenti tecnologici più avanzati
“Per noi è fondamentale ripetere ed approfondire questi test”, spiega Capra. “Oggi disponiamo di strumenti tecnologici più precisi e sensibili rispetto al passato, capaci di dare risposte a domande che all’epoca nessuno si è posto”. La positività dei test è sostenuta anche dal genetista, che ha sottolineato come la debolezza del segnale potrebbe essere legata alle condizioni ambientali in cui i reperti sono stati conservati. La difesa spera che i nuovi accertamenti possano chiarire eventuali dubbi e aprire nuove prospettive.
La difesa di Bossetti ha reso noto che i test fotografati non sono più presenti tra il materiale repertato, ma gli indumenti dai quali furono prelevati i campioni sì. La richiesta di nuovi accertamenti è stata avanzata in vista del verdetto del Tribunale di Bergamo, che si aspetta il 5 ottobre. La possibilità di un nuovo esame potrebbe portare a nuove scoperte e a un riesame del caso.
