La Terra supera sette limiti planetari: il rischio cresce senza segnali di miglioramento

La Terra supera sette dei nove limiti planetari, senza segnali di miglioramento, secondo l’analisi del Potsdam Institute.

La Terra supera sette dei nove limiti planetari stabiliti per garantire un ambiente sano e sostenibile, senza segnali di miglioramento rispetto alle analisi precedenti. L’ultimo rapporto del Potsdam Institute for climate impact research (Pik) conferma che la salute del pianeta peggiora, con un aumento del rischio per gli ecosistemi e per le società umane. I limiti, definiti come soglie entro cui l’umanità può prosperare in uno «spazio operativo sicuro», sono stati superati nel 2026, con solo due processi che restano entro i confini stabiliti.

Sette limiti superati: un quadro di allarme

I nove limiti riguardano cambiamento climatico, integrità della biosfera, uso del suolo, acqua dolce, cicli di azoto e fosforo, acidificazione degli oceani, ozono stratosferico, aerosol atmosferici e presenza di sostanze prodotte dall’attività umana. Sette di questi sono ormai oltre la soglia considerata sicura, con un aumento del rischio per gli ecosistemi e per la biodiversità. La perdita di foreste riduce la capacità degli ecosistemi di assorbire anidride carbonica, mentre il riscaldamento globale aumenta il rischio di siccità e incendi.

La crisi climatica sta modificando El Niño, con effetti devastanti che si vedranno nel 2027. L’acidificazione degli oceani, entrata nella zona di rischio nel 2025, modifica la chimica dell’acqua, rendendola più acida e mettendo a rischio coralli, molluschi e altri organismi con parti formate da carbonato di calcio. La concentrazione di CO₂ nell’atmosfera è salita a 426 parti per milione, superando la soglia di 350 fissata per garantire un clima stabile.

La perdita di foreste e l’uso del suolo: un problema crescente

La superficie coperta da foreste è pari al 64 per cento di quella che esisterebbe in condizioni naturali, contro una soglia del 78 per cento. L’uso del suolo è quindi oltre il limite, con conseguenze per la capacità degli ecosistemi di assorbire carbonio e sostenere la biodiversità. Anche il ciclo dell’acqua è alterato, con cambiamenti significativi nei flussi delle acque superficiali che interessano il 22,6 per cento delle terre emerse.

Il problema riguarda non solo la diffusione di sostanze e materiali prodotti dall’attività umana, ma anche il ritmo di produzione e utilizzo di nuove sostanze, che supera la capacità di studiarne gli effetti sull’ambiente e sulla salute degli ecosistemi. Molti di questi composti possono persistere a lungo, accumularsi nei suoli, nelle acque e negli organismi, e diffondersi lungo le catene alimentari. La perdita di specie e la sottrazione di biomassa dagli ecosistemi sono indicatori chiave per valutare l’integrità della biosfera. L’umanità sta spingendo il sistema Terra fuori dal suo equilibrio, con conseguenze che potrebbero essere irreversibili se non si cambierà la traiettoria.

Due processi ancora al sicuro: il recupero dell’ozono

Due processi restano entro i limiti stabiliti: l’ozono stratosferico e gli aerosol atmosferici. Il recupero dell’ozono dimostra che la traiettoria può cambiare, grazie all’effetto del Protocollo di Montreal, che ha permesso di eliminare molte sostanze responsabili del buco nell’ozono. Gli aerosol atmosferici, a livello globale, restano entro la soglia di sicurezza, ma il loro impatto varia a seconda delle regioni. La terapia per ridurre le pressioni sul sistema Terra è nota: abbandonare l’uso dei combustibili fossili, fermare la distruzione degli ecosistemi e ripristinare la loro capacità di assorbire carbonio, trattenere acqua e sostenere la biodiversità. Senza un cambiamento significativo, il rischio per la salute della Terra continuerà a crescere.