Il Barbarossa Bistrot di Alessandria trasforma i cartoni delle pizze in un’occasione per adottare cani
Un’iniziativa originale del Barbarossa Bistrot di Alessandria promuove l’adozione di cani attraverso i cartoni delle pizze, dando visibilità a animali difficili da adottare.
Il Barbarossa Bistrot di Alessandria ha lanciato un’iniziativa unica: stampare foto di cani in cerca di adozione sui cartoni delle pizze d’asporto. L’idea, nata da un’idea semplice ma con un grande valore sociale, ha trasformato un elemento quotidiano del consumo in un’occasione per sensibilizzare il pubblico sull’adozione di animali. I cartoni, che normalmente vengono gettati dopo l’uso, ora portano con sé la storia di un cane in cerca di una famiglia, accompagnata da un nome, un’età e informazioni utili per contattare il rifugio Cascina Rosa.
Adotta una coda: un progetto concreto per aiutare i cani difficili da adottare
Il progetto, chiamato “Adotta una coda”, è realizzato in collaborazione con il canile Cascina Rosa e l’Associazione Tutela Animali. Questa partnership garantisce che le informazioni sui cartoni siano accurate e che chi decide di contattare il rifugio trovi una struttura pronta a rispondere. Tra i cani già comparsi sui cartoni ci sono Tokyo, Jack, Lea e Xena, ognuno con una storia diversa. Lea, ad esempio, ha otto anni e è descritta come un cane affettuoso, ma spesso dimenticato per la sua età. Xena, invece, è vivace e ha bisogno di trovare il posto giusto. Metterli fianco a fianco sullo stesso cartone è una scelta editoriale precisa, che mette in luce la diversità e l’importanza di ogni animale.
Un’iniziativa che raggiunge persone non in cerca di adozione
Il cartone della pizza non è solo un elemento di packaging, ma un mezzo per raggiungere persone che non si aspettano di trovare un cane in un’occasione come l’acquisto di una pizza. Chi ordina una pizza a domicilio non sta cercando un cane, ma si ritrova a guardare il muso di un cane in cerca di casa. Questo effetto, che rende il formato del cartone della pizza diverso dagli strumenti di comunicazione convenzionali, è esattamente ciò che rende il progetto efficace. I cani anziani e quelli con caratteristiche considerate “difficili” restano spesso nei rifugi per anni. Dare loro un volto e un nome su un oggetto che entra fisicamente nelle case è un modo per sottrarre l’adozione alla logica della vetrina online.
Il progetto ha già portato a alcune adozioni, ma l’obiettivo è continuare a far conoscere le storie di chi aspetta ancora. L’idea è semplice, ma il valore è enorme: trasformare un’attività quotidiana in un’occasione per aiutare gli animali in difficoltà. Il successo del progetto ha anche spinto altre pizzerie a replicarlo, come quelle a Genova, che hanno adottato il formato di “Adotta una coda” per promuovere le adozioni dal rifugio Monte Contessa.
Il Barbarossa Bistrot, nato nel 1990 come attività di famiglia, è oggi un locale in cui i cani sono benvenuti e la sensibilizzazione sulle adozioni è diventata parte integrante della quotidianità. Eliana e Angelo Amato, titolari del locale, hanno dimostrato che questa scelta è praticabile anche per un esercizio locale, senza budget pubblicitari e senza strutture organizzative complesse. Il modello potrebbe adattarsi ad altre città e ad altri rifugi, purché ci sia una collaborazione stabile con un’associazione o una struttura che garantisca dati aggiornati sugli animali e un punto di contatto chiaro per chi vuole informarsi dopo aver visto il cartone.
