Strage di Erba: ultima battaglia legale per Olindo Romano e Rosa Bazzi

La Corte di Cassazione valuta il ricorso di Olindo Romano e Rosa Bazzi per la strage di Erba, dopo quasi 20 anni.

Strage di Erba: ultima battaglia legale per Olindo Romano e Rosa Bazzi
Strage di Erba: ultima battaglia legale per Olindo Romano e Rosa Bazzi

La Corte di Cassazione si appresta a decidere se la condanna a vita per Olindo Romano e Rosa Bazzi per la strage di Erba diventerà definitiva. L’udienza, in programma per domani, martedì, nella Quinta sezione, rappresenta l’ultima possibilità per i due imputati di opporsi alla decisione della Corte d’appello di Brescia, che ha ritenuto inammissibile la richiesta di revisione della sentenza. Dopo quasi 20 anni, la battaglia legale dei due, condannati all’ergastolo nel 2008, si conclude con questa udienza, che potrebbe sancire in modo irrevocabile la loro condanna.

Ultima possibilità per evitare la condanna a vita

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi ha presentato un ricorso che mette in discussione la validità delle prove utilizzate per condannarli. Tra i punti centrali del ricorso figura l’affidabilità della testimonianza di Mario Frigerio, il ferito sopravvissuto all’incendio. Pur essendo ritenuta attendibile dai giudici bresciani, la sua versione è stata contestata per la possibile contaminazione da fumo. Inoltre, la difesa ha sollevato dubbi sull’accuratezza delle confessioni ritrattate e su una serie di prove non esaminate a sufficienza. Se la Cassazione confermerà la decisione della Corte d’appello, la condanna a vita diventerà definitiva.

La strage di Erba e i primi indizi

La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha visto la morte di quattro persone e il ferimento di un altro. Tra le vittime c’erano Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk, Paola Galli e Valeria Cherubini. Il ferito, Mario Frigerio, ha fornito una testimonianza cruciale, pur essendo stato sgozzato durante l’attacco. Le prime indagini si concentrarono su Azouz Marzouk, marito di Raffaella, ma la pista fu abbandonata quando si scoprì che si trovava in Tunisia. La svolta investigativa avvenne il 8 gennaio 2007, quando Olindo Romano e Rosa Bazzi furono fermati per essere stati identificati come residenti dell’edificio in cui si era verificato l’incendio.

La coppia tentò di dimostrare un alibi, ma lo scontrino del fast food non corrispondeva al tempo dei fatti. Le indagini continuarono con l’analisi di elementi come l’accensione sospetta della lavatrice, tracce incongruenti sui loro indumenti e una macchia di sangue maschile trovata sul tappetino della loro Seat Arosa, identificata come appartenente a Mario Frigerio. Solo due giorni dopo il fermo, i due confessarono i delitti, ma le confessioni furono ritrattate. Il processo iniziò il 29 gennaio 2008 e portò alla condanna a vita per entrambi, decisione confermata in sede d’appello e in Cassazione.

Nonostante la condanna definitiva, Olindo Romano e Rosa Bazzi hanno sempre dichiarato la loro innocenza. I loro legali hanno contestato la validità del processo, sottolineando lacune investigative e imprecisioni. La difesa ha sottolineato l’assenza di tracce inequivocabili degli aggressori sul luogo del delitto, complicata dall’intervento dei vigili del fuoco. Inoltre, la testimonianza di Mario Frigerio, inizialmente ritenuta poco affidabile, è stata successivamente rafforzata, mentre le confessioni ritrattate sono state indicate come “ispirate” da carabinieri e inquirenti. La difesa ha anche sollevato dubbi su piste alternative, come una faida legata allo spaccio di droga o un complotto per fabbricare prove false.

Questi elementi sono stati raccolti in un ricorso presentato in Cassazione, che si estende per oltre cento pagine e contiene numerosi allegati. Nonostante la richiesta di revisione sia stata respinta dalla Corte d’appello di Brescia, la difesa spera che la Cassazione possa valutare nuove prove e aprire una nuova fase del processo. L’udienza di domani potrebbe rappresentare l’ultima possibilità per i due imputati di evitare la condanna a vita definitiva.