Sarah Scazzi, quindici anni dopo la scomparsa e il delitto di Avetrana: “Il dolore è rimasto”
Sarah Scazzi, quindici anni dopo la scomparsa e il delitto di Avetrana: il dolore non si è mai spento.
Il 26 agosto 2010, Sarah Scazzi, una ragazza di 15 anni, scomparve improvvisamente da Avetrana, in provincia di Taranto. Dopo giorni di ricerca senza risultati, il corpo della ragazza fu ritrovato a poche centinaia di metri dal piccolo centro abitato. Il delitto, che ha segnato la vita di una comunità intera, è rimasto un punto di dolore profondo e irrisolto per la famiglia e per la città. Quindici anni dopo, il ricordo di Sarah è ancora vivo, e il dolore non si è mai spento.
Un processo che ha visto continui cambiamenti
Il caso di Sarah Scazzi ha visto un’evoluzione complessa e drammatica. Dopo l’arresto di Michele Misseri, zio della ragazza, e il coinvolgimento di Sabrina Misseri, cugina di Sarah, il processo ha visto continui cambiamenti di posizioni e dichiarazioni. La condanna di Cosima Serrano, moglie di Michele e madre di Sabrina, ha completato un quadro di responsabilità interno alla famiglia. Tuttavia, le due donne hanno sempre sostenuto la loro innocenza, e la battaglia giudiziaria non si è mai conclusa.
La famiglia continua a vivere con il dolore di Sarah. Concetta Serrano, madre di Sarah, continua a vivere nella casa di famiglia, a pochi metri dal luogo in cui la figlia è stata uccisa. La donna, sempre molto riservata, trascorre le sue giornate in modo discreto, come è sempre stato il suo stile.
La libertà di Michele Misseri e le sue dichiarazioni
Michele Misseri, condannato a 8 anni di reclusione per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove, ha lasciato definitivamente il carcere di Lecce il 11 febbraio 2024, ottenendo uno sconto di oltre un anno. Dopo la sua liberazione, Misseri ha ripresentato le sue dichiarazioni di innocenza per la moglie e la figlia, ma senza successo.
Le dichiarazioni di Misseri hanno ulteriormente tormentato Concetta Serrano. La donna, che vive nella casa di famiglia, continua a trascorrere le sue giornate in modo riservato, pur vivendo in un contesto che non le ha mai dato tregua.
“Dopo la chiusura del processo – spiega l’avvocato della famiglia, Luigi Palmieri – ci siamo risentiti in poche occasioni. Ho cercato di rispettare il suo dolore che ha vissuto in modo dignitoso. Concetta è stata una persona molto riservata. Le confido un aneddoto: durante il processo qualcuno diceva che appariva piuttosto fredda ma io ho sempre apprezzato questo suo modo di essere. Non si è persa un’udienza. Era in aula dalla mattina alla sera.”
La serie tv “Avetrana – Qui non è Hollywood”, diretta da Pippo Mezzapesa, ha riportato l’attenzione sul caso. L’inserimento del nome del paese nel titolo non era piaciuto ai cittadini. Il sindaco Antonio Iazzi si affrettò a dire che “diffama una cittadinanza” e presentò un ricorso. Il titolo venne momentaneamente modificato, e la messa in onda su Disney+ fu bloccata a fine ottobre 2024. A marzo, un giudice ha ripristinato il titolo originale, stabilendo che il riferimento al paese non si dovesse ritenere diffamatorio. La serie è andata in onda con il titolo completo che includeva “Avetrana”.
Il sindaco commenta il ritorno dei riflettori sul caso. “Acqua passata – commenta ora il sindaco – oggi è un giorno di dolore in cui commemoriamo una nostra giovane concittadina perché al di là delle cause che hanno scatenato questo efferato delitto non si può morire a 15 anni.”
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