Saman Abbas, la ragazza pakistana uccisa nel 2021 e il processo che ha segnato la famiglia

La ragazza pakistana Saman Abbas uccisa nel 2021, il processo e la condanna dei genitori e dello zio

Saman Abbas, la ragazza pakistana uccisa nel 2021 e il processo che ha segnato la famiglia
Saman Abbas, la ragazza pakistana uccisa nel 2021 e il processo che ha segnato la famiglia

Saman Abbas, una ragazza pakistana di 18 anni, è stata uccisa nel 2021 da tutta la sua famiglia, un episodio che ha scosso l’Italia e ha portato a un processo lungo e complesso. Il 19 dicembre 2023 si è concluso il processo di primo grado, con la condanna all’ergastolo dei genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, a 14 anni dello zio Danish Hasnain, mentre i due cugini sono stati assolti. Il 18 aprile 2024, la Corte d’Appello di Bologna ha confermato le condanne e rideterminato la pena per lo zio da 14 a 22 anni, riconoscendo aggravanti di premeditazione e futili motivi. Il corpo di Saman è stato ritrovato nel 2021, confermando l’omicidio e la sua causa.

La vita e le pressioni della famiglia

Saman Abbas era nata il 18 dicembre 2002 a Lahore, in Pakistan, e aveva trasferito la sua vita in Italia con i genitori e il fratello minore nel 2016, a Novellara, in Emilia. La famiglia viveva in una cascina di campagna, e il padre Shabbar Abbas lavorava come bracciante. Saman aveva imparato l’italiano e aveva ottenuto la licenza media, ma i genitori le avevano impedito di proseguire gli studi, limitandole le libertà e costringendola a vivere in modo ridotto. Aveva conosciuto su TikTok Saqib Ayub, diventando sua fidanzata, ma la famiglia voleva che si sposasse con un cugino residente in Pakistan.

La famiglia aveva costruito un ambiente di controllo totale, limitando le libertà di Saman e imponendole un matrimonio forzato. Il 22 aprile 2021, Saman aveva sporto un’altra denuncia verso i parenti, ultima volta in cui era stata vista pubblicamente, prima di sparire il 1º maggio 2021.

Le indagini e il ritrovamento del corpo

Il 29 aprile 2021, tre figure maschili, riconosciute come lo zio Danish Hasnain e i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, erano state riprese dalle telecamere di sorveglianza mentre si dirigevano verso i campi con attrezzi da lavoro. Saman aveva inviato un messaggio al fidanzato Saqib Ayub, rivelando che aveva sentito una conversazione tra i genitori e lo zio, in cui si parlava di uccidere qualcuno. Aveva anche inviato una foto con un livido sulla guancia, accusando il cugino Irfan di averla picchiata. L’ultimo messaggio era stato inviato alle 23:30.

Le prove raccolte hanno confermato l’omicidio e la premeditazione da parte della famiglia, con il corpo ritrovato in un casolare abbandonato. Il 19 novembre 2021, i Carabinieri hanno ritrovato il corpo di Saman in un vecchio casolare non molto distante dalla casa della famiglia. Il 27 novembre, il corpo è stato recuperato e portato a Milano per l’autopsia. L’analisi delle arcate dentarie ha confermato che apparteneva a Saman, e l’autopsia ha rivelato una frattura al collo, che avvalorerebbe la tesi dello strangolamento.

Il 4 gennaio 2023, il corpo è stato definitivamente riconosciuto come quello di Saman Abbas. Il processo ha visto la condanna dei genitori e dello zio, mentre i cugini sono stati assolti. Il 19 dicembre 2023, il processo di primo grado si è concluso, e i condannati hanno presentato ricorso in appello. Il 18 aprile 2024, la Corte d’Appello di Bologna ha confermato le condanne e rideterminato la pena per lo zio, riconoscendo le aggravanti di premeditazione e futili motivi.