Salvini a Cervia: il rituale romagnolo e le sue dichiarazioni su sicurezza e immigrazione

Salvini a Cervia per la festa della Lega, dichiarazioni su sicurezza, immigrazione e politica interna.

Salvini a Cervia durante la festa della Lega, con militanti e curiosi, mentre annuncia misure di sicurezza e politiche di immigrazione
Salvini a Cervia durante la festa della Lega, con militanti e curiosi, mentre annuncia misure di sicurezza e politiche di immigrazione

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha concluso il suo tradizionale tour romagnolo a Cervia, dove ha partecipato alla tredicesima edizione della festa del partito. Dopo un’ora e mezza di intervento, il vicepremier ha salutato i presenti, invitando chiunque volesse a prendere un selfie con lui e a bere una birretta, prima di congedarsi con la frase “Ci vediamo tutti a Pontida”. L’evento, che si svolge ogni anno, è diventato un rito fermo nel tempo, nonostante i sondaggi che ne mettono in discussione l’efficacia.

Un rituale che resiste al tempo

La manifestazione, che si svolge tra Cervia e Milano Marittima, è caratterizzata da una liturgia ben definita: Salvini arriva in bicicletta, si ferma a mangiare una piadina e cappelletti, stringe mani e si concede ai selfie. Quest’anno, però, la partecipazione è stata limitata, con un centinaio di militanti e curiosi che si spostano lungo le bancarelle. Il leader della Lega ha consegnato la sua bicicletta a uno dei suoi, evitando di ripetere un copione prevedibile. Accanto a lui, la fidanzata Francesca Verdini, ha partecipato al rituale, ma senza prendere parte attiva al comizio.

Salvini ha iniziato con la lista dei cavalli di battaglia, ripetendo le sue posizioni su sicurezza e immigrazione. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiesto un contributo straordinario a banche e società energetiche per abbassare il costo del carburante e ribadito: «Niente tassa sulle sigarette». Ha anche invocato lo scioglimento dei No Tav come «organizzazione terroristica», e ha cavalcato le fake news recenti, come la regolarizzazione di quasi un milione di «clandestini» da parte della Spagna e l’«invasione islamica».

Un dibattito complesso

La platea, però, ha mostrato una reazione tiepida e spaesata, con un tema complesso per chi da decenni si sente ripetere solo «l’Italia agli italiani». Salvini ha cercato di rincuorare i presenti, dicendo: «Io ho paura per i miei figli». Ha anche tentato un endorsement fittizio alla comunità LGBTQ+, parlando della discriminazione in alcuni paesi, ma ha subito riconfermato la sua posizione tradizionale. La sua parola chiave, «maranza», è stata ripetuta più volte, come un simbolo di pericolo per la sicurezza. Nel gazebo del merchandising, è possibile stampare magliette con il volto di Mario Roggero, un gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori in fuga, accompagnate da una richiesta di grazia. Questo simbolo, scelto per raccontare l’identità della manifestazione, ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre alcuni applaudono spontaneamente, altri rimangono scettici, cercando di capire il senso di un simile riferimento.

Salvini ha anche parlato dell’identità italiana, riferendosi all’«estremismo islamico» come pericolo per i figli degli italiani. Ha citato la storia, partendo dalla battaglia di Poitiers del 732 per arrivare alle Torri Gemelle del 2001, per sottolineare l’importanza di difendere i valori tradizionali. Ha anche fatto un riferimento alla Lega, dicendo che «la Lega è al lavoro su un decreto Islam, l’obiettivo è contrastare l’islamizzazione». Queste dichiarazioni, seppur contestate da parte di alcuni, sono state accolte con applausi da parte della platea.

La platea resta tiepida, spaesata, il tema è complesso per chi da decenni si sente ripetere solo: «L’Italia agli italiani».

Salvini ha anche tentato un endorsement fittizio alla comunità LGBTQ+, parlando della discriminazione in alcuni paesi, ma ha subito riconfermato la sua posizione tradizionale.