Saldi estivi in Isola: un bilancio in chiaroscuro per il commercio locale
Saldi estivi in Isola: un bilancio in chiaroscuro per il commercio locale

Il primo mese dei saldi estivi nell’Isola ha registrato un bilancio in chiaroscuro, con un terzo dei negozi che segnala una flessione delle vendite, mentre un altro terzo registra un incremento o risultati stabili. L’analisi condotta da Fismo Confesercenti, basata su un sondaggio su 100 attività di abbigliamento e calzature, ha evidenziato una contrazione strutturale dei consumi, che mette a rischio il commercio locale di prossimità. La situazione è particolarmente critica nei centri storici, dove la ridotta permanenza dei cittadini e la diminuzione del shopping “da passeggio” ha ridotto gli afflussi, ma non necessariamente le vendite. Il caldo di luglio ha ridotto la permanenza nei centri cittadini e lo shopping “da passeggio”, facendo diminuire gli ingressi nei negozi.
Un cambiamento nelle abitudini di acquisto
Il minor afflusso, però, non ha comportato automaticamente un calo delle vendite. Al contrario, chi entra nei negozi è più orientato all’acquisto, con un calo del cliente curioso e un aumento di chi esce di casa con un’esigenza precisa. «Entra meno gente rispetto al passato, ma chi entra è più determinato», ha commentato il direttore regionale di Confesercenti, Gian Battista Piana. Questo fenomeno ha permesso a molti negozi di mantenere i volumi di vendita al di sopra delle previsioni. Il 34% degli operatori dichiara un incremento rispetto al 2025, in genere tra lo 0 e il 15%, mentre il restante 29% evidenzia risultati stabili.
La pressione dei sconti anticipati
Secondo Fismo Confesercenti, il tradizionale appuntamento dei saldi sta perdendo la sua forza, a causa delle promozioni continue e degli sconti anticipati. «Oggi sono penalizzati da promozioni continue e sconti anticipati», ha affermato il presidente Roberto Bolognese. Questi fattori hanno ridotto il carattere di eccezionalità dei saldi, mettendo in difficoltà i negozi di vicinato, che non possono sostenere una competizione permanente sul prezzo. «A pagare di più sono i negozi di vicinato», ha sottolineato Bolognese, che ha chiesto una revisione della normativa nazionale per garantire un equilibrio tra commercio tradizionale e e-commerce.
L’associazione ha promosso una petizione per posticipare l’inizio dei saldi, che oggi partono quando la stagione è appena iniziata. «Servono regole uniformi e maggiore equilibrio tra commercio tradizionale ed e-commerce», ha concluso Bolognese. La situazione, se non interventi, potrebbe compromettere in modo significativo il commercio locale di prossimità, soprattutto nei centri storici, dove la contrazione strutturale dei consumi si fa sentire con maggiore intensità. La contrazione strutturale dei consumi rischia di compromettere il commercio locale di prossimità. La ridotta permanenza nei centri cittadini ha ridotto gli afflussi, ma non necessariamente le vendite.
