Laura Perrone, infermiera e laureata magistrale, premiata da Mattarella per il lavoro e la dedizione
Laura Perrone, infermiera e laureata magistrale, premiata da Mattarella per il lavoro e la dedizione

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Un sogno realizzato dopo anni di sacrifici
Laura Perrone, 42 anni, oggi è coordinatrice del blocco operatorio DEA dell’Ospedale Niguarda e fresca di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e Ostetriche all’università di Milano-Bicocca. Il suo percorso è stato lungo e pieno di ostacoli, ma la sua determinazione l’ha portata a raggiungere un traguardo che aveva sognato fin da bambina. “Da grande diventerò infermiera”, aveva scritto su un quaderno delle elementari, e oggi quel sogno si è realizzato. Nata in Calabria, Laura si è trasferita in Lombardia per inseguire la sua passione, nonostante le difficoltà economiche e familiari. “Mia mamma era un po’ preoccupata: la nostra famiglia non aveva tante possibilità”, racconta, ma la sua determinazione l’ha convinta a proseguire. La sua carriera è iniziata con un sogno e una scelta precisa
Laura ha sempre lavorato, anche quando la vita le ha posto sfide estreme. Dopo la seconda gravidanza, ha affrontato problemi alla nascita, ma non ha mai smesso di lavorare. “Non è stato semplice, soprattutto dopo la seconda gravidanza”, spiega, ricordando come la sua carriera e la sua famiglia si siano intrecciate. Dopo aver completato il primo ciclo di studi, ha iniziato a frequentare un master in coordinamento e poi si è iscritta alla magistrale in Bicocca. Il suo obiettivo era migliorare e crescere, anche se il cammino non è stato facile. Nel gennaio del 2023, però, è arrivata una diagnosi che ha messo in discussione ogni aspetto della sua vita: un tumore.
La forza del lavoro e della famiglia
La diagnosi ha cambiato la sua routine, ma non il suo spirito. “Il lavoro e l’università, insieme alla mia famiglia, sono diventati la spinta per andare avanti”, racconta. Non ha potuto lavorare per alcuni mesi a causa dei trattamenti di chemioterapia, ma ha continuato a studiare, anche durante le sessioni di cura. “Volevo avere un obiettivo per il futuro”, spiega, e quel traguardo è stato la laurea magistrale. Il 2 agosto ha completato l’ultima chemioterapia mentre partecipava al concorso di ruolo per coordinare il blocco operatorio. L’ha superato, e il suo impegno è stato premiato con un riconoscimento speciale: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’ha nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Un riconoscimento che va oltre la persona “Un’emozione immensa, inaspettata”, dice Laura, parlando del riconoscimento ricevuto. Non è solo un onore personale, ma anche un riconoscimento per la professione e per i colleghi. “Non ho mai smesso di credere in ciò che faccio”, afferma, ricordando come l’infermiera sia una figura spesso bistrattata. “L’infermiere non è l’aiutante del medico, sono due professioni complementari, con competenze differenti, che perseguono lo stesso obiettivo”, spiega. Per Laura, l’infermiera è una figura che si prende cura della persona, non solo del paziente. “Se vuoi sapere com’è andato un intervento, chiedi al chirurgo, se vuoi sapere come sta il paziente chiedi all’infermiere”, afferma, sottolineando l’importanza della professione. La professione infermieristica deve essere valorizzata e riconosciuta
Laura riconosce che la professione infermieristica è in crisi, con un calo delle iscrizioni e una mancanza di personale. “A me spiace, perché paga lo scotto di un retaggio storico”, dice, riferendosi al modo in cui la professione è stata percepita nel passato. Per lei, serve una riforma a 360 gradi, che passi dal riconoscimento sociale della professione, dall’ascolto del personale e dalla conciliazione tra lavoro e vita familiare. “Serve un progetto complessivo che valorizzi realmente le competenze acquisite”, conclude, sottolineando l’importanza della formazione e del riconoscimento concreto. La sua storia è un esempio di tenacia, di lavoro e di dedizione, e spera che possa ispirare altre persone a perseguire i loro sogni.
