Robot in hotel: 7 mansioni che possono ridurre il tempo perso dal personale
L’uso della robotica in hotel permette di ridurre il tempo perso nel trasporto, pulizia e consegne, migliorando l’efficienza e l’ospitalità.
La robotica di servizio sta trasformando il modo in cui gli hotel gestiscono le attività quotidiane, permettendo di ridurre il tempo perso dal personale e migliorare l’ospitalità. Enrico Di Carlo, area manager per la robotica di servizio di Alascom, ha individuato sette mansioni in cui la tecnologia può intervenire con maggiore efficacia, a partire da compiti che si accumulano senza fare rumore all’interno di una struttura. Queste attività, spesso considerate inevitabili, occupano ore di lavoro ogni giorno e possono essere svolte in modo più efficiente grazie a robot e sistemi automatizzati.
Le attività che sottraggono tempo al personale
Il trasporto della biancheria, la pulizia dei corridoi, le consegne interne, la raccolta delle stoviglie, il monitoraggio dei consumi e il controllo dei turni rappresentano alcuni dei compiti più frequenti e tempo consumatori. Ogni viaggio verso i piani può richiedere dai 6 ai 9 minuti e, nell’arco di un turno housekeeping, ripetersi 12-18 volte. Secondo le stime di Di Carlo, il tempo impiegato può così arrivare a 90-140 minuti al giorno per persona. Non è difficile capire dove si annidi il problema: preparare e verificare una camera richiede attenzione, conoscenza degli standard e capacità di accorgersi di ciò che non torna; trascinare un carico lungo un corridoio o attendere un ascensore richiede soprattutto tempo.
La tecnologia lascia spazio all’ospitalità
Un robot di delivery interno può quindi prendere in carico una parte consistente di questi spostamenti e consentire al personale di concentrarsi sul risultato finale, anziché sui tragitti necessari per raggiungerlo. La robotica non sostituisce il controllo della persona, ma può garantire continuità nella parte ripetitiva del lavoro, operare nelle fasce meno frequentate e lasciare agli addetti gli interventi che richiedono davvero occhio e responsabilità. La pulizia dei corridoi, ad esempio, può impegnare fino a un’ora ogni giorno, mentre le micro-consegne, come un asciugamano in più o una bottiglia d’acqua, possono sottrarre fino a tre ore di lavoro ogni giorno.
Le micro-consegne, in particolare, rappresentano un’area in cui la robotica può intervenire con maggiore efficacia. Un asciugamano in più, una bottiglia d’acqua, un set di cortesia, una richiesta dal room service, un documento da portare in camera: ogni singola chiamata sembra breve, ma in un hotel medio può trasformarsi in 25-40 spostamenti al giorno. Se ognuno richiede 4-7 minuti, si arriva facilmente a 2-3 ore complessive. Eppure il tempo non è l’unico elemento da considerare. Ogni consegna interrompe una mansione già iniziata, costringe a cambiare priorità e rende più difficile riprendere il lavoro con la stessa precisione.
La micro-logistica e l’efficienza del lavoro
La micro-logistica, che include attività come il trasferimento di materiali, il recupero di stoviglie e la gestione delle scorte, rappresenta un altro ambito in cui la robotica può ridurre il tempo perso. Di Carlo calcola che il tempo sottratto da queste attività può arrivare a 2-5 ore al giorno. È forse il punto più interessante della sua proposta, perché mostra come l’inefficienza raramente derivi da un solo grande errore: più spesso nasce dalla somma di azioni minime che vengono considerate inevitabili solo perché si sono sempre fatte così.
La tecnologia non sostituisce il personale, ma permette di concentrarsi su ciò che realmente conta: l’ospitalità. Anche nel caso del robot cameriere, il nodo era posto con chiarezza: la macchina può alleggerire il trasporto, lo sbarazzo e i movimenti ripetitivi, ma non può costruire una relazione con chi ha davanti. La qualità non dipende soltanto dalla rapidità con cui un compito viene eseguito, ma dalla capacità di ascoltare una richiesta non prevista, di leggere un disagio, di trovare una soluzione e di offrire un’attenzione che non è programmabile.
