Procura di Venezia chiede riconoscimento di stalking e crudeltà nel femminicidio di Giulia Cecchettin
Procura di Venezia chiede riconoscimento di aggravanti nel femminicidio di Giulia Cecchettin

Filippo Turetta, ventitreenne padovano, si trova in carcere a Verona dopo aver confessato di aver ucciso e occultato il corpo dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin. Il corpo è stato ritrovato una settimana dopo nella zona del lago di Barcis. Lui è stato arrestato in Germania, dove era fuggito, e la sentenza di primo grado è arrivata il 3 dicembre 2024. La Corte d’Assise di Venezia ha riconosciuto solo una delle tre aggravanti chieste dal pubblico ministero: la premeditazione. Non ha ritenuto che ci fossero invece stalking e crudeltà. La Procura di Venezia ha deciso di fare appello contro questa decisione, chiedendo il riconoscimento di entrambe le aggravanti.
Le motivazioni della sentenza e le contestazioni della Procura
Nelle motivazioni della sentenza si parla di inesperienza per le 74 coltellate. Secondo la Procura, il numero delle coltellate e i 20 minuti di aggressione avrebbero prolungato l’agonia di Giulia. Ci sono poi migliaia di messaggi mandati alla ragazza, minacce di farsi del male e il farsi trovare dove era la ragazza, segnali chiari di stalking. Tra i messaggi, ce ne sono come: «Smettila di pensare alla tua inutile carriera. La tua vita la vivi a pari passo con me» e «Maledetta che sei, mi devi tenere traccia della tua giornata. Non ti lascerò un secondo di pace». Questa aggravante era stata esclusa perché la ragazza non avrebbe mostrato timore nei confronti di Turetta.
La Procura ritiene che i messaggi e le minacce siano elementi chiave per riconoscere il comportamento di stalking. La decisione della Corte di non includere queste due aggravanti aveva provocato molte polemiche. La famiglia di Giulia Cecchettin aveva espresso forte dissenso, considerando la sentenza incoerente con la gravità dei fatti. L’avvocato Stefano Tigani, difensore di Gino Cecchettin, ha commentato che la richiesta di impugnazione del collegio difensivo era fondata.
La sentenza e il dibattito pubblico
Il femminicidio di Giulia Cecchettin ha cambiato la percezione nei confronti di abusi e violenze, con un impatto significativo sul dibattito pubblico. La Procura di Venezia ha presentato appello contro la sentenza di primo grado che ha condannato all’ergastolo Filippo Turetta. Per la Procura, ci furono stalking e crudeltà nel femminicidio della ragazza avvenuto l’11 novembre del 2023. La decisione della Corte di non includere queste due aggravanti aveva provocato molte polemiche. La famiglia di Giulia Cecchettin aveva espresso forte dissenso, considerando la sentenza incoerente con la gravità dei fatti.
La Procura ha sottolineato che il comportamento di Turetta non si limita all’aggressione fisica, ma include anche un elemento di controllo e soffocamento psicologico. La difesa ha tempo fino al 27 maggio per presentare a sua volta richiesta di appello. La sentenza di primo grado ha suscitato dibattiti su come la giustizia affronti i casi di violenza domestica e femminicidio, con un forte impatto sul dibattito sociale e politico.
