Premio “Giulia Cecchettin”: tesi di laurea sull’abuso di genere premiate a Venezia

Premio “Giulia Cecchettin” per tesi di laurea su violenza di genere: premiati i migliori elaborati in Veneto.

Premio “Giulia Cecchettin”: tesi di laurea sull’abuso di genere premiate a Venezia
Premio “Giulia Cecchettin”: tesi di laurea sull’abuso di genere premiate a Venezia

La prima edizione del premio “Giulia Cecchettin”, dedicato alle tesi di laurea e di dottorato su violenza di genere, si è conclusa a Venezia con la cerimonia di premiazione, tenutasi nell’Aula consiliare di palazzo Ferro Fini. L’evento, organizzato dal Consiglio regionale del Veneto, ha visto la partecipazione di esponenti politici, rappresentanti della Fondazione Cecchettin e di istituzioni locali, tra cui il Segretario Generale del Consiglio regionale, Roberto Valente, il Presidente dell’Assemblea legislativa, Roberto Ciambetti, e il Presidente del Corecom Veneto, avvocato Marco Mazzoni Nicoletti. L’obiettivo del premio, istituito dall’articolo 12 della Legge Regionale n. 30/2023, è onorare la memoria di Giulia Cecchettin, promuovere la cultura del rispetto e della non discriminazione, sostenere la ricerca accademica e sensibilizzare sul fenomeno della violenza di genere.

Un’iniziativa per la cultura del rispetto

Il premio, nato per stimolare la riflessione e l’impegno delle giovani generazioni, ha visto la partecipazione di trentaquattro tesi di laurea, con un approccio multidisciplinare che ha analizzato il fenomeno della violenza di genere in diversi ambiti, come sociale, culturale e lavorativo. La commissione giudicatrice, composta interamente da dirigenti donne del Consiglio regionale e presieduta da Roberto Valente, ha valutato gli elaborati seguendo quattro criteri: rigore metodologico, qualità e utilizzo delle fonti, chiarezza espositiva e originalità dei contenuti. Tutti i partecipanti hanno ricevuto un attestato di merito, in quanto i lavori presentati sono stati considerati di spessore e di grande utilità per il dibattito pubblico.

La tesi vincitrice ha affrontato le conseguenze della violenza sulle famiglie

Il primo premio, di 4 mila euro, è stato assegnato a Sofia Baldin per la tesi intitolata “Violenza contro le donne e forme di vittimizzazione. Un’indagine qualitativa a partire dalle esperienze dei familiari delle vittime di femminicidio”. La motivazione della commissione ha sottolineato come l’elaborato abbia esplorato in modo approfondito le conseguenze psicologiche e sociali della violenza di genere, analizzando il ruolo dei familiari come vittime secondarie e il supporto offerto dai servizi. La tesi ha offerto spunti di riflessione utili per comprendere meglio il fenomeno e per migliorare le strategie di prevenzione.

Le tesi vincitrici: diversi approcci, un unico obiettivo

Il secondo premio, ex aequo, è stato assegnato a tre laureati: Antonio Di Pietro, Alice Giorato e Erika Zucchetti. Antonio Di Pietro ha vinto con la tesi “Violenza di genere online: pratiche e resistenza”, che ha analizzato il fenomeno del femminicidio e della violenza di genere attraverso un approccio multidisciplinare, toccando tematiche legali, sociali, psicologiche e tecnologiche. Alice Giorato, con la tesi “Femminicidio e arte. ‘Artivismo’ femminista in Italia e in Messico”, ha combinato attivismo e arte come strumenti di sensibilizzazione e denuncia. Erika Zucchetti, invece, ha esaminato l’impatto della copertura mediatica dei casi di femminicidio, con un focus particolare sul caso di Giulia Cecchettin.

Un’occasione per riflettere e agire

La cerimonia di premiazione ha rappresentato un momento di riflessione e di impegno, con l’auspicio che la seconda edizione del premio possa includere una giuria composta interamente o al 50% da uomini, per offrire un punto di vista diverso sul fenomeno. Il Segretario Generale Roberto Valente ha espresso emozione per l’esperienza, riconoscendo l’importanza del lavoro svolto e l’impatto che le tesi potranno avere nel futuro. Gino Cecchettin, anima della Fondazione Cecchettin, ha espresso il suo dolore per le vittime di femminicidio, ma ha anche sottolineato l’importanza del lavoro svolto dai giovani, che hanno dimostrato coraggio e sensibilità.

La Fondazione Cecchettin, con il suo Osservatorio regionale permanente contro la violenza di genere, continua a lavorare per la prevenzione e la sensibilizzazione, con l’obiettivo di ridurre il fenomeno e di creare una società più rispettosa. La prima edizione del premio “Giulia Cecchettin” ha rappresentato un passo importante verso questa direzione, con la speranza che i lavori presentati possano diventare un punto di partenza per un futuro in cui la violenza di genere non sarà più un tema di studio, ma un problema superato.