Piazza Affari a massimi storici nonostante la crisi in Medio Oriente
Piazza Affari raggiunge nuovi massimi storici nonostante la crisi in Medio Oriente, con un rialzo del 1,26% a 53.540,5 punti.

Un nuovo record per Piazza Affari
La Borsa italiana ha registrato un nuovo record storico, chiudendo in rialzo dell’1,26% a 53.540,5 punti. Il massimo di chiusura è stato raggiunto dopo che durante la seduta il listino ha toccato quota 53.613 punti. Questo risultato conferma la forte performance del Ftse Mib, che da inizio anno ha guadagnato circa il 18%, confermandosi tra gli indici più brillanti d’Europa. La crescita del listino è sostenuta da utili elevati, soprattutto delle banche, e da valutazioni che restano meno tirate rispetto ad altri mercati, a partire da Wall Street.
La fiducia degli investitori si basa su un quadro economico positivo. Gli investitori stanno scommettendo su uno scenario favorevole, con energia meno cara, economia americana in salute e tensioni geopolitiche in graduale attenuazione. La previsione di una riapertura dello Stretto di Hormuz, annunciata dal segretario al Tesoro americano Scott Bessent, ha contribuito a ridurre i timori di escalation e a favorire il mercato azionario.
Un comparto bancario in crescita
Le banche continuano a trainare il listino, con un contributo significativo al rialzo del Ftse Mib. Tra i titoli in rialzo spiccano Unipol (+2,77%), Bper Banca (+2,14%), Unicredit (+1,98%), FinecoBank (+1,45%) e Intesa Sanpaolo (+1,37%). Intesa Sanpaolo ha anche aggiornato i propri massimi storici, sostenuta anche dalla decisione di Jefferies di alzare il target price a 7,8 euro. Positive anche Banco Bpm e Mps, a conferma del buon momento del comparto bancario.
Le performance delle banche riflettono un contesto economico favorevole. La tenuta dell’economia statunitense e una stagione di trimestrali generalmente migliore delle attese hanno contribuito a sostenere i prezzi delle azioni. Il comparto finanziario rimane uno dei principali motori del Ftse Mib, con un ruolo chiave nella crescita del listino. Tra i titoli in rialzo spiccano anche StMicroelectronics (+3,60%), Avio (+4,42%), Prysmian (+3,47%) e Leonardo (+3,33%). In rialzo pure Stellantis (+0,89%), dopo i dati sulle immatricolazioni di luglio in Italia, cresciute del 3,9% rispetto a un anno fa. Tuttavia, il calo del greggio ha frenato Eni, che ha chiuso in ribasso dell’1,88%. Tra le utility, Enel ha guadagnato lo 0,84%, A2A l’1%, mentre Snam ha perso l’1,34%.
Il calo del greggio ha pesato sulle aziende energetiche, con Eni che ha visto un calo del 1,88%. Al contempo, il mercato ha visto un aumento del Bitcoin, che ha raggiunto quasi i 64 mila dollari, mentre l’oro e l’argento hanno perso terreno. Gli analisti non parlano di bolla, ma molti investitori credono che la crescita economica e i ricavi delle imprese tech giustifichino i prezzi alti. La crescita del listino non è priva di rischi. Se uno degli elementi che sostengono il rialzo dovesse cambiare, ci sarebbe un’inversione di rotta. Per il momento, però, il mercato continua a premiare Piazza Affari, con un’attenzione particolare al contesto geopolitico e alle dinamiche economiche globali.
