Oltre 70 cani liberati da allevamenti in Corea del Sud dopo anni di sofferenza
Oltre 70 cani sono stati liberati da allevamenti in Corea del Sud, segnando un importante passo nella lotta contro la carne di cane.
Oltre 70 cani, alcuni dei quali cresciuti per anni in gabbie metalliche, sono finalmente stati liberati da un allevamento in Corea del Sud. L’operazione, condotta da Humane World for Animals, rappresenta un momento significativo nella lotta per il benessere degli animali e segna l’ultimo grande intervento dell’organizzazione nel Paese prima dello stop definitivo al commercio della carne di cane. La liberazione è avvenuta a Gangjin, in una struttura che, in passato, aveva allevato migliaia di cani destinati al consumo umano. Gli animali, tra cui diversi Jindo, un Pastore Tedesco e numerosi meticci, sono stati trasferiti in Canada e negli Stati Uniti per ricevere cure e iniziare un percorso di recupero.
Un passo verso il divieto definitivo
La liberazione dei cani è avvenuta a pochi mesi dal 7 febbraio 2027, data in cui entrerà in vigore il divieto relativo al commercio della carne di cane in Corea del Sud. La legge approvata nel 2024 prevede la chiusura definitiva degli allevamenti e la sospensione dell’allevamento, della macellazione e della distribuzione di cani destinati al consumo umano. L’operazione a Gangjin è stata possibile grazie a un’ispezione effettuata dalle autorità, che ha portato alla segnalazione di violazioni della normativa relativa al benessere degli animali. Il proprietario dell’allevamento, un uomo di circa ottant’anni, ha ceduto gli animali e non potrà più essere coinvolto in attività connesse al settore.
La liberazione rappresenta un momento di speranza per oltre 70 cani che hanno vissuto in condizioni di sofferenza.
Sebbene la liberazione di oltre 70 cani rappresenti un successo, la situazione non è uniforme per tutti gli animali. Secondo i dati governativi, un numero elevato di cani risulta ancora presente negli allevamenti interessati dalle chiusure. Per alcuni, il destino potrebbe essere drammatico: alcuni potrebbero essere sottoposti all’eutanasia, come ha spiegato Sangkyung Lee a Kodami. La sfida non è solo chiudere definitivamente il commercio, ma anche garantire che il divieto venga rispettato e trovare soluzioni adeguate per gli animali rimasti. Humane World for Animals continuerà a monitorare l’applicazione della nuova normativa e a collaborare con le autorità locali per assicurare un futuro migliore per gli animali.
Un cambiamento in tutta l’Asia
La situazione in Corea del Sud si inserisce in un cambiamento più ampio che interessa diverse parti dell’Asia. Il consumo di carne di cane sta diminuendo in numerose aree, anche a causa dei cambiamenti generazionali, della crescente attenzione verso il benessere animale e dell’introduzione di normative più restrittive. In alcune città cinesi sono state introdotte restrizioni locali, mentre in Vietnam il fenomeno persiste. La presenza crescente di cani e gatti come animali da compagnia sta influenzando anche le tradizioni e i comportamenti delle nuove generazioni, contribuendo a un cambiamento nella percezione degli animali.
La transizione in Corea del Sud è parte di un movimento più ampio a livello asiatico.
Per gli animali liberati a Gangjin, il cambiamento è già iniziato. Dopo anni trascorsi in gabbie, potranno conoscere spazi aperti, ricevere cure e iniziare a costruire un rapporto diverso con le persone. Il salvataggio di questi cani rappresenta un importante passo avanti nella lotta per il rispetto dei diritti degli animali e segna un momento cruciale per la Corea del Sud, che si prepara a un futuro in cui la carne di cane non sarà più un prodotto commerciale.
