Nuovi dubbi sui test degli abiti di Yara Gambirasio: la difesa chiede nuovi accertamenti
Nuovi dubbi sui test degli abiti di Yara Gambirasio: la difesa chiede nuovi accertamenti

A oltre quindici anni dal ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio, la difesa di Massimo Bossetti solleva nuovi dubbi sui test effettuati sugli abiti della tredicenne. L’avvocato Claudio Salvagni e il genetista forense Marzio Capra, protagonisti di un servizio su Le Iene, hanno messo in luce discrepanze tra le immagini dei test e le relazioni ufficiali. Secondo la nuova interpretazione, alcune fotografie potrebbero indicare la presenza di liquido seminale maschile, non rilevato nelle analisi precedenti. La difesa chiede nuovi accertamenti per chiarire la situazione.
Discrepanze tra immagini e relazioni ufficiali
La difesa di Bossetti ha potuto visionare le immagini dei test effettuati sul giubbotto e sulla felpa di Yara il 7 febbraio 2025, dopo l’autorizzazione dei giudici. Il genetista Marzio Capra ha sottolineato che alcuni risultati potrebbero essere stati interpretati in modo diverso. «Qualsiasi scienziato forense avrebbe dovuto catalogare come positivo o comunque da approfondire», ha detto Capra. La sua interpretazione si basa su una lettura delle fotografie, non su un nuovo accertamento.
Capra ha anche richiamato l’attenzione su un test eseguito sulla felpa di Yara, che potrebbe indicare una positività debole. Secondo il genetista, questo risultato potrebbe essere compatibile con le condizioni in cui gli indumenti sono rimasti prima del ritrovamento: circa tre mesi all’aperto, esposti alla pioggia, al gelo e alle intemperie. Tuttavia, si tratta di un’interpretazione della documentazione esistente, non di un nuovo accertamento che abbia confermato la presenza di liquido seminale.
La condanna e il ruolo del Dna di Ignoto 1
Massimo Bossetti è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata morta il 26 febbraio 2011 in un campo a Chignolo d’Isola, nella Bergamasca. Un elemento centrale del processo è stata la traccia genetica denominata Ignoto 1, individuata sugli indumenti della tredicenne e successivamente attribuita a Bossetti. La difesa continua a contestare alcuni aspetti degli accertamenti scientifici e punta a ottenere ulteriori analisi del materiale ancora disponibile.
All’inizio di settembre, la difesa ha ricevuto un supporto informatico contenente copie di migliaia di dati genetici raccolti durante le indagini, che potranno essere esaminati dai suoi consulenti. Il servizio di Luigi Pelazza su Le Iene ha portato l’attenzione sulle fotografie dei test effettuati sugli abiti di Yara, sollevando nuove domande sulle tracce genetiche e sulla loro origine.
La difesa intende ora ottenere nuovi accertamenti sui reperti, utilizzando tecniche di analisi più sensibili rispetto a quelle disponibili all’epoca delle indagini. Una richiesta di ulteriori esami era già stata presentata alla Corte d’assise di Bergamo nel giugno scorso. «Se non sono di Bossetti, di chi sono?», ha chiesto il genetista, sollevando un interrogativo sulle tracce genetiche e sulla loro origine.
