Nuovi accertamenti su reperti e campioni biologici nel processo di Yara Gambirasio
Nuovi accertamenti su reperti e campioni biologici nel processo di Yara Gambirasio.

Il caso dell’omicidio di Yara Gambirasio si muove verso un nuovo svolta. Dopo quasi sei anni dalla richiesta iniziale, la difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio della tredicenne, ha ottenuto accesso al profilo genetico della vittima e a una vasta serie di campioni biologici raccolti durante la caccia all’assassino. La richiesta, avanzata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, è stata approvata dal Tribunale di Bergamo, che ha fissato l’udienza del 5 ottobre per discutere l’istanza di autorizzazione a svolgere accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici tuttora esistenti.
Accertamenti su reperti e campioni biologici
La richiesta della difesa si concentra soprattutto sugli indumenti della vittima, in particolare l’area degli slip dove fu rintracciata la traccia genetica 31G20, che ha dato il nome e il volto a Massimo Bossetti. La difesa sostiene che l’osservazione della documentazione fotografica ad alta risoluzione e dei reperti non esaminati ha portato a un certo imbarazzo, tanto che i difensori esprimono dubbi su quanto è stato visto e sperano in spiegazioni. “Fatichiamo a credere a quello che abbiamo visto. La nostra speranza è che qualcuno dia le opportune spiegazioni, perché altrimenti sarebbe davvero grave”, hanno dichiarato i legali.
Un anno di osservazione e analisi
La difesa di Bossetti ha trascorso un anno a osservare e analizzare i reperti, con l’aiuto del genetista forense Marzio Capra. La richiesta di nuovi accertamenti nasce da un’osservazione dettagliata dei campioni biologici e delle foto ad alta risoluzione degli indumenti che Yara indossava, tra cui slip, biancheria, leggings, felpa, giubbotto, calze e scarpe. La difesa sostiene che i dati raccolti potrebbero aprire nuove prospettive e chiarire aspetti non ancora esaminati. L’istanza è stata approvata, ma la discussione in camera di consiglio del Tribunale di Bergamo, presieduto da Patrizia Ingrascì, resterà un momento cruciale per il processo.
Il dispositivo del Tribunale di Bergamo, datato 17 giugno 2025, conferma l’approvazione della richiesta, ma la difesa ha espresso un certo imbarazzo per quanto ha visto. La richiesta di nuovi accertamenti non è solo una mossa legale, ma un tentativo di rivedere elementi che potrebbero influire sull’esito del processo. La difesa sostiene che i dati raccolti durante la caccia all’assassino, che portò a Ignoto 1 e poi a Massimo Bossetti, potrebbero essere ulteriormente analizzati per chiarire eventuali dubbi. La richiesta di nuovi accertamenti rappresenta un passo importante per il caso, che ha segnato la vita di una famiglia e ha suscitato un dibattito pubblico duraturo.
La difesa di Bossetti ha espresso un certo imbarazzo per quanto ha visto, ma non ha espresso alcuna accusa o richiesta di revisione del verdetto. La richiesta di nuovi accertamenti è vista come un’opportunità per chiarire aspetti non ancora esaminati, anche se la difesa non ha espresso alcun dubbio sulla condanna. Il caso di Yara Gambirasio rimane un esempio di come le indagini forensi possano evolversi nel tempo, anche se le prove sono state già presentate in tribunale.
La richiesta di nuovi accertamenti su reperti e campioni biologici rappresenta un momento cruciale per il processo di Massimo Bossetti. La difesa ha espresso un certo imbarazzo per quanto ha visto, ma non ha espresso alcuna accusa o richiesta di revisione del verdetto. La richiesta di nuovi accertamenti è vista come un’opportunità per chiarire aspetti non ancora esaminati, anche se le prove sono state già presentate in tribunale. Il caso di Yara Gambirasio rimane un esempio di come le indagini forensi possano evolversi nel tempo, anche se le prove sono state già presentate in tribunale.
