Nuove prove potrebbero far cadere l’omicidio di Chiara Poggi su Alberto Stasi
Nuove prove potrebbero far cadere l’omicidio di Chiara Poggi su Alberto Stasi, con revisione del processo in arrivo.

Un colpo di scena potrebbe far cadere tutte le accuse nei confronti di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato di Chiara Poggi e in carcere dal 2015 con l’accusa di averla uccisa. La procura di Pavia ha convocato per il 6 maggio Andrea Sempio, un altro presunto colpevole, e con il nuovo invito a comparire, esce di scena Stasi e qualsiasi altro presunto complice. La revisione del processo dovrà essere chiesta dalla Procura generale di Milano, poiché non potrà essere la Procura di Pavia a chiedere la revisione del processo per Stasi. La Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, ha affermato che sta valutando «se chiedere ulteriori atti» e deciderà se avanzare istanza di revisione del processo.
Le nuove prove e il dibattito sulle biciclette
La revisione del processo dovrà essere basata su prove nuove o già esistenti che possano dimostrare che Stasi è innocente. Ciò che la Procura generale di Milano dovrà valutare è se, tra migliaia di pagine di consulenze, perizie, verbali e testimonianze raccolte dal 14 febbraio 2024, ci siano quelle che il codice di procedura penale definisce come «nuove prove» che, da sole o unite a quelle già valutate, dimostrino che il condannato deve essere prosciolto. Fra i temi dibattuti c’è il «giallo della bici», ovvero il fatto che Stasi non ha mai menzionato una bicicletta nera da donna, vista da una testimone fuori da casa Poggi alle ore 9.10, e che è stata menzionata negli interrogatori del padre e della madre di Stasi, ma collocata in due luoghi diversi.
La Procura di Pavia ha affidato all’anatomopatologa Cristina Cattaneo l’accertamento su una serie di elementi, tra cui le ferite sul corpo di Chiara Poggi e l’identificazione dell’arma o delle armi utilizzate. Inoltre, durante le indagini del 2007, è stata trovata una «copiosa quantità» di DNA di Chiara Poggi «altamente cellulato» sui pedali della bicicletta Umberto Dei, un modello di bicicletta da collezione. I carabinieri del Reparto investigazioni scientifici, guidati da Luciano Garofano, hanno rilevato 8 «microtracce» sui pedali che hanno dato «esito positivo» con il «combur» per testare la presenza di sangue ed emoglobina. Su una di queste, il «pedale destro», sono stati rilevati «almeno due leucociti», scattati al microscopio, nonostante la «non completa reidratazione delle cellule».
Le tracce biologiche e l’analisi dei pedali
Il ritrovamento del corpo da parte di Alberto Stasi è considerato l’elemento più forte che portò alla sua condanna. Il racconto da «scopritore» del cadavere fu bollato dai magistrati come «illogico e falso». Durante il processo di primo grado, si concentrò sul tema della «camminata» di Stasi e dell’«evitamento inconsapevole» delle macchie di sangue. Durante l’appello bis del 2014, i periti si concentrarono invece sulle «possibilità di non calpestamento» del sangue entrando o uscendo dal disimpegno dove fu trovato il cadavere e sui primi due gradini della scala. La perizia stimò le possibilità di evitamento nello «0,00038%» per chiunque si fosse fermato al primo scalino e dello «0,00002%» per chi si fosse bloccato al secondo.
Se si arrivasse a una richiesta di revisione del processo, la Corte d’Appello potrebbe sospendere l’esecuzione della pena per Stasi, senza però considerarlo assolto. In caso di assoluzione, l’interessato avrebbe diritto a una riparazione da parte dello Stato, distinguendo tra errore giudiziario e ingiusta detenzione, due istituti previsti dall’ordinamento penale. L’ingiusta detenzione riguarda i casi in cui una persona è stata sottoposta a custodia cautelare illegittima e poi assolta con sentenza definitiva, mentre la riparazione è determinata dal giudice in via equitativa entro un tetto massimo di 516.456,90 euro.
La revisione del processo potrebbe portare a un nuovo esito, ma non è certo che Stasi venga assolto. La Procura generale di Milano dovrà valutare se ci sono prove sufficienti per modificare la sentenza. La decisione dipende da una serie di elementi, tra cui le nuove prove e l’analisi delle tracce biologiche. La situazione rimane in sospeso, con l’attesa di una decisione che potrebbe cambiare il destino di Stasi.
