Nuove consulenze su Andrea Sempio: la Procura analizza Dna e impronta a Garlasco

La Procura di Pavia valuta nuove consulenze su Andrea Sempio per chiarire Dna e impronta nel caso di Garlasco.

La Procura di Pavia ha disposto due nuove consulenze per chiarire il ruolo di Andrea Sempio nel delitto di Garlasco, concentrando l’attenzione sui dati scientifici più contestati del fascicolo: il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi e l’impronta lasciata nella villetta di via Pascoli. L’obiettivo è valutare se queste prove possano sostenere una ricostruzione del delitto in un’aula di giustizia, dove ogni elemento deve resistere al contraddittorio. La decisione arriva dopo le contestazioni della difesa di Sempio, che ha messo in discussione la validità di questi elementi, e prima che la Procura possa decidere se richiedere il rinvio a giudizio dell’indagato.

Il Dna e le contestazioni della difesa

Il primo incarico è stato affidato al genetista Carlo Previderè, che dovrà esaminare il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi. Le analisi precedenti avevano evidenziato una compatibilità tra il profilo genetico maschile e la linea paterna della famiglia Sempio, con dodici marcatori leggibili su sedici. Tuttavia, il campione è stato descritto come parziale, misto e degradato, condizioni che richiedono una valutazione attenta. La difesa sostiene che la traccia non possa dimostrare un contatto violento con la vittima e richiama possibili contaminazioni o manipolazioni dei reperti. Per la Procura, invece, il dato genetico deve essere letto insieme ad altri elementi raccolti durante la nuova indagine.

L’impronta della scarpa e le misure del piede

Il secondo approfondimento riguarda l’impronta numero 6, lasciata sul pavimento della villetta da una calzatura con la suola a pallini. L’impronta è stata ricondotta a una scarpa Frau di taglia 42, ma la difesa ha contestato questa conclusione, sostenendo che il problema non riguardi solo la lunghezza del piede, ma soprattutto la sua larghezza. Andrea Sempio, che dichiara di calzare il numero 44, sostiene che la conformazione del suo piede non gli permetterebbe di indossare il modello associato all’impronta. La consulenza dovrà chiarire se il piede di Sempio avrebbe potuto entrare nella scarpa che lasciò quella traccia.

Le due consulenze, insieme alla relazione psichiatrica già affidata al professor Roberto Catanesi, dovranno concludersi entro il 28 settembre, termine per la scadenza delle indagini preliminari. La Procura ha spiegato che gli approfondimenti sono finalizzati a ottenere una ricostruzione completa e scientificamente fondata, anche alla luce delle contestazioni presentate dalla difesa. La relazione psichiatrica non potrà dimostrare che Sempio abbia commesso l’omicidio, ma potrebbe incidere sulla valutazione dell’imputabilità qualora la ricostruzione accusatoria superasse il vaglio processuale.

Il caso di Garlasco si muove su due binari giudiziari distinti: da una parte la possibile apertura di un processo contro Sempio, dall’altra il tentativo di rimettere in discussione la condanna di Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. La Procura, però, deve risolvere i dubbi che continuano a concentrarsi sulle prove più fragili e decisive del fascicolo, perché il Dna, l’impronta e il profilo dell’indagato non dovranno soltanto alimentare una nuova ricostruzione del delitto, ma resistere al contraddittorio di un’aula di giustizia.