Nuova tassa annuale per veicoli: l’IMT propone un sistema più equo e sostenibile

L’Institut mobilités en transition suggerisce una tassa annuale su tutti i veicoli per compensare la riduzione delle entrate fiscali.

L’Institut mobilités en transition (IMT) ha presentato una proposta per rafforzare la fiscalità automobilistica, suggerendo il ritorno di una vignetta annuale su tutti i veicoli. L’obiettivo è compensare la riduzione delle entrate fiscali derivanti dalla diminuzione delle vendite di veicoli termici e del chilometraggio compiuto, che ha portato a una riduzione delle entrate di circa 22 miliardi di euro entro il 2035. La proposta mira a creare un sistema più equo, che tenga conto del reddito del nucleo familiare, del luogo di residenza e del numero di veicoli posseduti.

Una tassa modulata per ogni veicolo

La nuova redevanza, detta “vignetta nuova generazione”, sarebbe modulata in base a diversi fattori, tra cui il tipo di veicolo, la sua efficienza energetica e la sua origine. L’IMT ha simulato che, in media, un ménage possedente una sola auto e con un reddito medio pagherà circa 140 euro all’anno nel 2030, con un aumento a 260 euro nel 2035. Per i ménaggi più ricchi, che possiedono più veicoli e utilizzano modelli termici molto inquinanti, il pagamento potrebbe raggiungere i 910 euro annuali.

La tassa non si basa solo sul tipo di veicolo, ma anche sul reddito del ménage, sul luogo di residenza e sul numero di veicoli posseduti. Questo sistema mira a evitare di penalizzare i cittadini con redditi limitati, ma allo stesso tempo a garantire un equilibrio tra le entrate fiscali e la sostenibilità ambientale.

Un sistema più giusto per i più poveri

La proposta prevede una riduzione del carico fiscale per i ménaggi più modesti, che attualmente destinano il 1,9% del loro reddito alle tasse automobilistiche, rispetto al 1,3% per i ménaggi più ricchi. Secondo le simulazioni, un ménage con una sola auto elettrica leggera, prodotta in Europa, pagherà solo 30 euro all’anno, mentre un ménage con un veicolo termico vecchio pagherà circa 70 euro.

La tassa non penalizza i cittadini con redditi limitati, ma tiene conto del loro livello di vita e del loro uso dei veicoli. L’IMT ha anche suggerito di ridurre gli incentivi fiscali per i combustibili alternativi, come il gasolio professionale, l’E85, il B100 e il GNV, che rappresentano circa 4 miliardi di euro di entrate non percepite. Inoltre, l’istituto ha chiesto di stabilizzare i malus per almeno cinque anni, per offrire maggiore certezza alle famiglie e alle aziende. La proposta, se approvata, potrebbe rappresentare un passo importante verso una fiscalità automobilistica più equa e sostenibile. L’IMT ha anche sottolineato l’importanza di evitare di introdurre una tassa sulle distanze percorse dai veicoli elettrici, che potrebbe frenarne l’adozione. La nuova tassa mira a creare un sistema più giusto, ma anche più efficiente, per la gestione delle risorse pubbliche.