Il Lotus Etna, il superdeportivo mai realizzato che avrebbe rivoluzionato l’industria

Il Lotus Etna, un prototipo unico con design futurista e tecnologia di Formula 1, è stato venduto a un prezzo record dopo anni di abbandono.

Un prototipo di Lotus Etna, con design futurista e tecnologia di Formula 1, riposato in un cobertizo prima di essere restaurato e venduto
Un prototipo di Lotus Etna, con design futurista e tecnologia di Formula 1, riposato in un cobertizo prima di essere restaurato e venduto

Il Lotus Etna, un prototipo unico mai realizzato ma destinato a diventare un simbolo di innovazione e design, ha trovato un nuovo destino in una subasta. Progettato negli anni ’80, il veicolo era stato concepito come un superdeportivo leggero e avanzato, in grado di competere con i più prestigiosi modelli del tempo. Tuttavia, per motivi economici e interni, il progetto fu abbandonato prima di essere completato, lasciando solo una singola unità, oggi restaurata e in vendita.

Un progetto ambizioso, ma nato in un momento inopportuno

Il Lotus Etna fu presentato nel 1984 con grandi aspettative, ma fu relegato al dimenticato per una combinazione di crisi economiche, problemi interni e un cambio di strategia aziendale. Il progetto, nato dopo la morte di Colin Chapman nel 1982, era stato concepito per anticipare il futuro del superdeportivo, unendo la leggerezza tipica della casa britannica con tecnologie di Formula 1. Il motore V8 Type 909, progettato da Tony Rudd, era stato realizzato appositamente per il progetto, ma non fu mai montato su un modello di serie.

Il progetto fu interrotto quando Lotus fu acquisito da General Motors nel 1986, e il prototipo fu lasciato in un deposito a Hethel, in Inghilterra, per 14 anni.

Un design futurista e una tecnologia rivoluzionaria

Il design del Lotus Etna fu firmato da Giorgetto Giugiaro, che lo realizzò in forma di “cuña”, un’idea che anticipava le linee di molti superdeportivi degli anni successivi. Il prototipo era costruito interamente in lega leggera e aveva un peso inferiore al Testarossa di Ferrari, un’innovazione che lo distingueva. La tecnologia integrata, come la sospensione attiva e il sistema di controllo del veicolo, era destinata a rivoluzionare il settore, ma fu abbandonata a causa della crisi del petrolio e della recessione globale. Il motore V8 Type 909, che avrebbe potuto raggiungere 335 cavalli e accelerare da 0 a 96 km/h in 4,3 secondi, fu costruito solo in una singola unità. Il progetto fu interrotto quando Lotus fu acquisito da General Motors nel 1986, e il prototipo fu lasciato in un deposito a Hethel, in Inghilterra, per 14 anni.

Il Lotus Etna è un esempio di un progetto che avrebbe potuto cambiare il mondo del motorismo, ma che non è mai andato in produzione.

Il Lotus Etna fu recuperato nel 1998 da Olav Glasius, un collezionista convinto che fosse solo una maqueta. Durante la restaurazione, condotta da Ken Myers, fu scoperto che il prototipo nascondeva un motore Type 909 e una trasmissione originale. La sospensione attiva fu sostituita con componenti restaurati da un Esprit, rendendo il veicolo guidabile. Il prototipo fu presentato al Festival Lotus di Donington Park nel 2006 e ha partecipato a eventi come il Goodwood Festival of Speed.

Il Lotus Etna è ora in vendita attraverso la Broad Arrow Auctions, con un’offerta stimata tra 250.000 e 400.000 dollari. Il prezzo finale, di 224.000 dollari, riflette il valore di un unico esemplare con una storia unica e una tecnologia mai realizzata. Il Lotus Etna rappresenta un’idea che potrebbe aver cambiato il mondo del motorismo, ma che, purtroppo, non è mai andato in produzione.