L’estate più secca del Trentino: due vacche morte, pascoli in fiamme e allevatori che scavano per l’acqua
Siccità record in Trentino: due vacche morte, pascoli secchi e allevatori che scavano per trovare acqua. L’estate più calda e secca mai registrata.

Due vacche morte al pascolo, pastori che scavano buche nella terra per trovare acqua, un’estate record di caldo e siccità: è questa la situazione che si vive in Trentino. La stagione estiva 2026 si è rivelata una delle più estreme mai registrate, con pascoli bruciati dal sole, acque in via di esaurimento e allevatori costretti a prendere misure estreme per salvaguardare il bestiame. La siccità ha colpito duramente le montagne trentine, con conseguenze drammatiche per gli allevatori e per l’ambiente.
siccità e caldo record: un’estate senza precedenti
La siccità, accompagnata da temperature estreme, ha ridotto a zero le precipitazioni in montagna e ha reso i pascoli inaccessibili per il bestiame. Vincenzo Varesco, gestore dell’azienda agricola di Carano, ha dichiarato che “un’estate del genere non l’avevo mai vista”. Le alte temperature hanno bruciato i pascoli, riducendo la disponibilità di erba e acqua per gli animali. In alcune zone, i rii sono diventati quasi inesistenti, costringendo gli allevatori a cercare alternative per garantire l’idratazione al bestiame.
La siccità ha reso i pascoli inaccessibili e ha portato a situazioni di emergenza per gli allevatori.
allevatori in azione: scavano per trovare acqua
Per rispondere alle emergenze, alcuni allevatori hanno adottato misure estreme. “Credo per la prima volta in vita mia ho visto allevatori andare in giro con il ‘pic’ o con il badile al posto del classico bastone”, ha spiegato il sindaco di Castello di Molina di Fiemme, Marco Larger. Questi strumenti sono utilizzati per scavare buche nel terreno, in cerca di acqua stagnante per il bestiame. La siccità ha reso il terreno così secco che gli zoccoli degli animali non affondano, aumentando il rischio di incidenti. La situazione è tanto grave che alcuni allevatori hanno persino perso la vita. Due vacche sono morte al pascolo, dopo essere precipitate in punti scoscesi in cerca di acqua o di erba più verde. “Le carcasse sono state recuperate con l’elicottero dei vigili del fuoco”, ha spiegato il sindaco Larger, che ha firmato le ordinanze per permettere l’intervento. Queste operazioni sono delicate e richiedono protocolli rigorosi, soprattutto quando le carcasse si trovano vicino ai corsi d’acqua.
la crisi si estende: dal caldo all’ambiente
La siccità non ha colpito solo gli allevatori, ma ha anche danneggiato l’ambiente. Il ghiacciaio della Marmolada è diventato color nero pece, segno di un calore estremo. L’erba è bruciata, e gli alpaca rischiano di restare senza cibo. Inoltre, la pioggia si “ferma” in pianura e sul monte Amariana, senza riuscire a alleviare la situazione. “In tanti anni non ricordo un’estate con così poca pioggia e con temperature così alte”, ha detto Varesco, che ha visto aumentare i casi di animali in pericolo.
La siccità ha danneggiato l’ambiente e ha reso i pascoli inaccessibili per il bestiame.
Nonostante alcune piogge recenti, i problemi non sono finiti. “In montagna è ancora tutto secco quasi dappertutto nella nostra zona”, ha spiegato Varesco. Gli allevatori sperano in una discesa anticipata del bestiame, ma la situazione resta critica. La crisi si estende anche al mercato, con la Federazione Provinciale Allevatori che ha espresso preoccupazioni per i prezzi del foraggio, che dovranno essere acquistati a costi elevati.
