Gogna su Mussari e calunnie. La commissione d’inchiesta si pone come tribunale

La commissione d’inchiesta su David Rossi si pone come tribunale, coinvolgendo Mussari e Ceccherelli.

La commissione d’inchiesta su David Rossi, ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, ha acceso dibattiti dopo aver individuato due presunti mandanti nella sua morte. L’indagine, condotta da un gruppo di parlamentari, ha portato alla luce dichiarazioni di detenuti che accusano Giuseppe Mussari e Gabriele Ceccherelli. Tuttavia, nessuno della cerchia di Gianluca Vinci ha verificato la credibilità dei detenuti prima di pubblicare le loro dichiarazioni. La commissione, guidata da Vinci, ha organizzato una conferenza stampa dopo aver acquisito i verbali, ma alcuni membri hanno espresso preoccupazione per il modo in cui sono state gestite le informazioni.

Calunnie e credibilità dei detenuti

La commissione ha acquisito i verbali di due detenuti, tra cui Saverio Giampà, condannato nel 2002 per calunnia. Giampà, ora in carcere a Bologna, ha dichiarato che la morte di Rossi sarebbe stata il risultato di una spedizione intimidatoria organizzata da Mussari e Ceccherelli. Tuttavia, nessuno della cerchia di Vinci ha verificato la credibilità dei detenuti prima di pubblicare le loro dichiarazioni. «Nessuno di noi ne era al corrente», ha spiegato Roberto Giachetti, membro della commissione. L’assenza di verifica ha suscitato perplessità tra i componenti della commissione, che temono un abuso di potere.

Un’inchiesta che si pone come tribunale

La commissione, che ha il compito di far emergere elementi per le sedi competenti, si è spinta oltre i suoi limiti. «La funzione della commissione è far emergere elementi da fornire nelle sedi competenti, non quella di fughe di notizie», ha sottolineato Devis Dori, membro dell’Alleanza verdi sinistra. Gli esponenti del Pd hanno denunciato che la commissione si sia comportata come un tribunale, anziché come un organo di indagine. La conferenza stampa, organizzata dopo l’acquisizione dei verbali, ha suscitato critiche per la mancanza di trasparenza e di rispetto per le garanzie costituzionali.

La situazione si complica ulteriormente con l’episodio recente riguardante Giampà. A luglio 2025, il gip di Catanzaro ha archiviato un procedimento penale a carico di un uomo, R.C., sulla base delle dichiarazioni di Giampà. Il pm ha definito le dichiarazioni «scarsamente coerenti» e «fonte confidenziale non verificabile». Questo episodio ha sollevato ulteriori dubbi sulla credibilità delle dichiarazioni di Giampà e sulle sue motivazioni. La commissione, però, non ha ancora chiarito se le sue dichiarazioni siano attendibili o meno.

La famiglia di Rossi ha espresso preoccupazione per le modalità atipiche con cui sono stati fatti i nomi di non indagati. «Perché sono stati fatti i nomi di non indagati?», hanno chiesto i familiari. L’avvocato Federico Bagattini, che assiste Ceccherelli, ha commentato: «Non avevamo mai assistito a una discovery durante una conferenza stampa: inaccettabile». La commissione, però, sembra aver travalicato il suo ruolo, basandosi solo sulla mera acquisizione di verbali, senza rispettare il diritto di difesa.

La perizia sulla morte di David Rossi ha concluso che «è stato omicidio». L’indagine, però, non ha ancora chiarito i dettagli del caso. La commissione, guidata da Vinci, continua a cercare di rispondere alle domande su chi potrebbe aver avuto un ruolo nella morte di Rossi. Tuttavia, le dichiarazioni di Giampà e i verbali acquisiti non sono state verificate, e la situazione resta incerta. La commissione, per ora, non ha dato ulteriori spiegazioni, ma i membri continuano a discutere su come procedere. La commissione, però, non ha rispettato le garanzie costituzionali. L’assenza di verifica dei detenuti e l’uso di una conferenza stampa per diffondere informazioni sensibili hanno suscitato critiche. La famiglia di Rossi e i legali dei due indagati hanno espresso preoccupazione per il modo in cui sono state gestite le informazioni. La commissione, per ora, non ha dato ulteriori spiegazioni, ma i membri continuano a discutere su come procedere.