La Germania Est chiude il confine con l’Ovest il 12 agosto 1961

Il 12 agosto 1961, la Germania Est chiude il confine con l’Ovest, iniziando la costruzione del Muro di Berlino.

La Germania Est chiude il confine con l’Ovest, iniziando la costruzione del Muro di Berlino
La Germania Est chiude il confine con l’Ovest, iniziando la costruzione del Muro di Berlino

Il 12 agosto 1961, la Germania Est chiuse il confine con l’Ovest, un evento che segnò l’inizio della costruzione del Muro di Berlino. L’azione, condotta dalle autorità della Repubblica Democratica Tedesca (DDR), fu una risposta al crescente esodo di cittadini orientali verso l’Occidente. La chiusura del confine fu annunciata ufficialmente da Walter Ulbricht, segretario del Partito comunista e presidente del Consiglio della DDR, il 15 giugno 1961, quando dichiarò: “Nessuno ha intenzione di erigere un muro!”.

La costruzione del Muro e il controllo del confine

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, la Germania fu divisa in due sfere d’influenza: sovietica a est e statunitense a ovest. La stessa cosa avvenne a Berlino, che rimase amministrata dalle quattro potenze occupanti. La divisione si formalizzò nel 1949 con la nascita di due Stati: la Repubblica Federale Tedesca (BRD) a ovest e la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) a est. Da quel momento iniziò un esodo costante e massiccio dei tedeschi dell’est verso l’Ovest.

Il 12 agosto 1961, la polizia e le unità dell’esercito della Germania Est iniziarono a costruire una barriera lungo il confine con Berlino Ovest. Le strade che costeggiavano il nuovo confine furono dissestate e furono erette recinzioni di filo spinato lungo i 156 chilometri che circondavano i tre settori occidentali, e i 43 chilometri che dividevano Berlino Ovest e Berlino Est. Il 13 agosto divenne comunemente nota in Germania come la domenica del filo spinato.

Le conseguenze e le prime vittime

La chiusura del confine fu accompagnata da un ordine di sparare a vista a chiunque tentasse di fuggire. Il 24 agosto 1961, Günter Litfin, un sarto di ventiquattro anni, fu la prima persona ad essere uccisa dalle guardie della DDR mentre cercava di raggiungere Berlino Ovest. La prima vittima del Muro di Berlino fu Ida Siekmann, che morì il 22 agosto 1961 saltando dal suo appartamento al terzo piano di Bernauer Strasse. La costruzione del Muro fu ulteriormente intensificata nel giugno 1962, quando venne costruito un secondo muro all’interno della frontiera orientale, creando la cosiddetta “striscia della morte”. Si stima che circa 5.000 persone siano riuscite a fuggire nell’arco della storia del Muro, mentre oltre 200 berlinesi dell’est hanno perso la vita tra il 1961 e il 1989.

Un simbolo della divisione e della guerra fredda

La costruzione del Muro di Berlino rappresentò un simbolo della divisione tra il mondo capitalista e comunista durante la guerra fredda. La chiusura del confine e la costruzione della barriera furono un atto di controllo e repressione, che segnò un punto di svolta nella storia della Germania. La divisione tra le due parti della città si sviluppò in modelli di società contrapposti: il capitalismo a ovest e il comunismo a est.

La costruzione del Muro di Berlino rimase un simbolo della tensione tra i due blocchi durante la guerra fredda, e il suo crollo nel 1989 segnò l’inizio della fine della divisione tedesca. Il 12 agosto 1961 rimane un giorno cruciale nella storia della Germania, un momento in cui il confine tra Est e Ovest fu definitivamente chiuso, e la costruzione del Muro iniziò a definire il destino di una nazione divisa.