GenAI e AI trasformano il settore assicurativo: il 41% punta a maggiore efficienza nella gestione dei sinistri

L’adozione dell’AI e GenAI nel settore assicurativo cresce: il 41% punta a maggiore efficienza nella gestione dei sinistri.

La diffusione dell’intelligenza artificiale generativa (GenAI) nel settore assicurativo sta modificando radicalmente il modo in cui i clienti si informano e prendono decisioni. Secondo un rapporto presentato all’Accenture Insurance Day, il 41% delle compagnie assicurative punta a una maggiore efficienza nella gestione dei sinistri, grazie all’implementazione di strumenti basati su AI. Questo dato emerge in un contesto in cui la GenAI è già indicata come primo canale digitale per le raccomandazioni assicurative, con l’80% dei consumatori che dichiara di fidarsi dei consigli forniti da questa tecnologia.

La trasformazione tecnologica si accompagna a una maggiore attenzione al customer care e all’esperienza del cliente. Il 65% delle compagnie ha indicato come obiettivo principale il miglioramento del servizio, con l’AI che si dimostra un’arma potente per semplificare le interazioni e migliorare la qualità delle informazioni. Inoltre, il 41% delle aziende ha espresso un interesse crescente per l’underwriting, processo di valutazione del rischio che potrebbe beneficiare di maggiore accuratezza grazie all’analisi dei dati in tempo reale.

La sfida dell’integrazione a scala

Sebbene l’adozione dell’AI sia in crescita, il rapporto sottolinea che il vero dibattito si concentra sulla capacità di portare questa tecnologia a una scala operativa. Fabio Frisa, Responsabile Insurance per Accenture Italia e Grecia, ha sottolineato che “l’adozione è già diffusa in molte realtà, ma la vera sfida oggi è portarla a scala, integrando tecnologia, persone e organizzazione”. Questo concetto di “scalare” l’AI indica il passaggio da progetti pilota a un utilizzo esteso e integrato, con impatti concreti su produttività e qualità del servizio.

Il 23% delle compagnie assicurative ha raggiunto una piena integrazione a scala lungo la catena del valore, che include l’intero percorso delle polizze, dalla progettazione alla gestione dei sinistri. Al contrario, il 19% si trova ancora in una fase di adozione limitata, con basso impatto e ridotta estensione. Questa diversità di approccio riflette una realtà in cui l’implementazione dell’AI procede in modo frammentato, ma con un potenziale di trasformazione significativo.

La GenAI come fattore di decisione

La fiducia dei consumatori nella GenAI non si limita alle informazioni: il 63% ritiene che questa tecnologia influenzerà il modo in cui allocherà la propria spesa assicurativa nel tempo. Questo implica che la GenAI non è solo un canale informativo, ma un fattore che orienta le decisioni su coperture e budget. Il rapporto sottolinea che il valore dell’intermediazione si sposta verso la consulenza e la relazione, aprendo nuove opportunità per la rete distributiva.

Per il 35% delle compagnie, l’AI rappresenta una leva per sostenere la crescita dei ricavi, mentre il 41% punta a una maggiore efficienza nella gestione dei sinistri. Questi dati evidenziano un quadro complesso, in cui l’adozione dell’AI non è solo una questione tecnologica, ma un’evoluzione strategica che implica un riorientamento dei processi aziendali e una maggiore collaborazione tra tecnologia e persone. La fiducia dei consumatori nella GenAI è in crescita, con l’80% che dichiara di fidarsi dei consigli forniti da questa tecnologia. L’adozione dell’AI procede in modo frammentato, ma con un potenziale di trasformazione significativo. Il 49% delle compagnie sta sviluppando casi d’uso di AI e GenAI in diverse funzioni aziendali, “sebbene ancora in modo frammentato”. Questo indica una diffusione in atto, ma anche una mancanza di integrazione a livello organizzativo.