La forza dei territori industriali italiani

L’Italia si distingue per il numero di province manifatturiere di rilievo nell’Unione Europea.

Province industriali italiane in classifica europea, confronto con Germania e Spagna
Province industriali italiane in classifica europea, confronto con Germania e Spagna

Un’industria diffusa e competitiva

L’Italia, pur non possedendo grandi gruppi industriali, si distingue per il numero elevato di province con un valore aggiunto manifatturiero rilevante. Secondo le ultime statistiche Eurostat del 2023, il nostro Paese vanta 13 province con un valore aggiunto superiore ai 7 miliardi di euro, in posizione di testa rispetto a molti Paesi europei. La Germania, pur essendo in testa per numero di grandi province manifatturiere, si ferma a 14 province con un totale di 189 miliardi di euro, mentre l’Italia raggiunge un valore aggiunto complessivo di 159 miliardi, quasi equivalente a tutta la manifattura spagnola. Questo dato sottolinea come l’Italia non si sfiguri nel confronto con i principali Paesi industriali dell’Unione Europea. Il numero di province industriali italiane supera quello di molti Paesi europei.

Le province più importanti dell’Unione Europea

Tra le province manifatturiere più rilevanti dell’Unione Europea, si trovano Milano, Torino, Brescia, Bergamo, Vicenza, Modena e Bologna, che si collocano tra le prime posizioni. Milano, escludendo le maxi-province irlandesi, è la seconda provincia manifatturiera dell’UE dopo Barcellona e davanti a Monaco di Baviera. Torino, escludendo Cork e Dublino, si colloca undicesima, davanti a Madrid. Al quattordicesimo, quindicesimo e sedicesimo posto troviamo Brescia, Bergamo e Vicenza, che superano Stoccolma. Altre province come Padova, Monza e Brianza, Firenze, Roma, Varese, Reggio nell’Emilia, Napoli, Verona, Parma e Cuneo sono anch’esse tra le più importanti dell’UE. Le province italiane si posizionano in classifica tra i migliori dell’Unione Europea.

L’Italia vanta anche sette province con un valore aggiunto manifatturiero compreso tra i 7 e i 9,9 miliardi di euro, come Treviso, Padova, Monza e Brianza, Firenze, Roma, Varese e Reggio nell’Emilia, lo stesso numero della Germania, contro le sei della Francia, mentre la Spagna non presenta province in questa classe di valore. Il valore aggiunto manifatturiero complessivo di tali nostre sette province in questa classe di valore è pari a 56 miliardi di euro, in linea con i 58 miliardi delle sette province analoghe tedesche e superiore ai 49 miliardi delle sei corrispondenti province francesi.

Le tre più grandi province manifatturiere spagnole, Barcellona, Madrid e Valencia, raggiungono un valore aggiunto totale di 59 miliardi di euro, mentre le due più grandi francesi, Haut-de-Seine e Rodano, si fermano a 23 miliardi. L’Italia, con le sue 13 province, supera la Francia, che ha solo otto province con un valore aggiunto complessivo di 73 miliardi. La Spagna, con sole tre province, si colloca in posizione inferiore. Inoltre, le province italiane con un valore aggiunto compreso tra i 7 e i 9,9 miliardi di euro si equivalgono a quelle tedesche, superando quelle francesi.

La forza del Made in Italy si basa dunque anche su importanti realtà produttive territoriali. Un quarto pilastro che va ad aggiungersi, intersecandosi con essi, agli altri tre pilastri della nostra competitività: la elevata e diffusa presenza di imprese medie e medio-grande, innovative e dinamiche; l’elevata diversificazione dei beni prodotti ed esportati; e l’elevata diversificazione geografica dei mercati delle nostre esportazioni. La diversificazione e la diffusione delle imprese italiane sono un fattore chiave.