Figc impone tariffario per immagini della conferenza stampa Mancini: 1.200 euro per agenzie
Federazione calcio impone pagamento per immagini della conferenza stampa di Mancini, 1.200 euro per agenzie.

La Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) ha reso pubblico un tariffario per l’accesso alle immagini della conferenza stampa di presentazione di Roberto Mancini e Claudio Ranieri come nuovo commissario tecnico e direttore tecnico della Nazionale. La richiesta, che prevede un pagamento di 500 euro più Iva per le testate e 1.200 euro per le agenzie, ha suscitato polemiche e proteste, riaprendo una questione che ha segnato i rapporti tra la federazione, le televisioni e le agenzie di stampa negli anni. La decisione, annunciata il 29 luglio 2026, ha suscitato reazioni da parte di alcune emittenti che contestano l’idea di rendere accessibili le dichiarazioni del commissario tecnico solo a pagamento.
Un modello di accesso a pagamento
La conferenza stampa, organizzata per presentare Mancini e Ranieri, ha visto la Figc vietare l’ingresso alle telecamere delle singole emittenti, limitando l’accesso al solo filmato prodotto centralmente. Le immagini sono state messe a disposizione a partire da 30 minuti dopo la fine dell’evento, con un costo di 500 euro più Iva per le testate e 1.200 euro per le agenzie. La pratica, sebbene contestabile, è in linea con una serie di precedenti che risalgono al 2014 e al 2023, quando la federazione aveva già introdotto simili misure durante i Mondiali e i raduni nazionali.
Un’esperienza ripetuta nel tempo
La richiesta di pagamento per l’accesso alle immagini non è stata introdotta con la nuova presidenza della Figc, ma è un’abitudine che risale a diversi anni. Durante il Mondiale del 2014 in Brasile, diversi giornalisti avevano protestato contro la decisione di far pagare alle televisioni la possibilità di registrare le conferenze stampa dei calciatori e del commissario tecnico. Anche nel 2023, durante la presentazione di Luciano Spalletti, l’Associazione stampa romana aveva denunciato l’accesso limitato alle telecamere e la richiesta di pagamento per l’utilizzo del video.
La Figc, pur essendo un’associazione privata federata al Coni, ha sempre mantenuto l’autonomia organizzativa e gestionale, stabilendo le condizioni di accesso alle proprie sedi e di utilizzazione dei contenuti audiovisivi. La pratica, sebbene contestabile sul piano dell’opportunità, è in linea con le leggi vigenti, che prevedono il rimborso dei costi tecnici indicati in un tariffario. La Figc, che muove ogni anno oltre 200 milioni di euro, utilizza le immagini non solo per raccontare l’attività sportiva, ma anche come parte del proprio patrimonio commerciale.
La questione dell’equilibrio tra il diritto della federazione di controllare e finanziare la propria produzione audiovisiva e l’interesse generale a garantire un accesso ampio, pluralista e non discriminatorio alle dichiarazioni dei rappresentanti della Nazionale rimane aperta. La decisione di introdurre un tariffario per l’accesso alle immagini della conferenza stampa di Mancini ha suscitato reazioni da parte di alcune emittenti, che contestano l’idea di rendere accessibili le dichiarazioni del commissario tecnico solo a pagamento. La pratica non è nuova e si ripete con regolarità. La Figc ha introdotto simili misure in passato, durante i Mondiali del 2014 e i raduni nazionali. Le emittenti contestano l’idea di limitare l’accesso alle immagini solo a pagamento. La federazione, pur essendo un’associazione privata, ha sempre mantenuto il controllo su come e quando le immagini vengono prodotte e distribuite.
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