Familiari delle vittime di femminicidi in piazza a Roma: “Chiediamo giustizia e cambiamento”

Familiari delle vittime di femminicidi si riuniscono a Roma per chiedere giustizia e riforme legislative.

Il 15 ottobre 2025, a Roma, familiari di vittime di femminicidi si sono dati appuntamento in piazza Santi Apostoli per manifestare la loro rabbia e chiedere cambiamenti concreti. Tra i partecipanti c’è Oleksandr Malaiko, padre di Yana Malaiko, assassinata il 20 gennaio 2023, e Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, la 18enne romana violentata e uccisa a Macerata il 30 gennaio 2018. L’iniziativa, promossa dall’associazione You are not alone Odv e dall’associazione Pamela Mastropietro Odv, si chiama “Lacrime Furenti” e mira a sensibilizzare istituzioni e società civile per una maggiore tutela delle vittime e dei loro familiari.

Un appello per giustizia e riforme

Oleksandr Malaiko, pur essendo morto il 20 gennaio 2023, ha partecipato alla manifestazione con la speranza che questa alzi un’onda nazionale per un cambiamento. “Io sono morto il giorno in cui Yana fu assassinata, ma per ricordare mia figlia vorrei salvare vite. E se creiamo tutti insieme una forza per contrastare la violenza, sono sicuro che possiamo cambiare la situazione”, ha detto. L’appello dei familiari è rivolto alle istituzioni per una collaborazione con le associazioni e per una tutela comune delle vittime e dei loro familiari.

Storie diverse, dolore condiviso

La manifestazione ha visto la partecipazione di familiari di vittime di ogni tipo: da quelle di femminicidi a quelle di incidenti, scomparsa e suicidi non accettati. Graziella Viviano, madre di Elena Aubry, morta nel maggio 2018 in un incidente in moto in via Ostiense, ha sottolineato l’importanza di una maggiore cura per le famiglie delle vittime. “Serve più cura per le famiglie delle vittime che hanno già subito un trauma e non devono essere ulteriormente traumatizzate da un sistema che non funziona; cerchiamo più umanità, più vicinanza, la possibilità di intervenire”, ha detto.

Elisabetta Casini, madre di Lorenzo, che non ha mai creduto al suicidio del figlio, ha ribadito: “Un figlio non si archivia, siamo qui per dire questo.” Maria Vicenzino, madre di Massimo Alessio Melluso, non si arrende alla ricostruzione del suicidio e continua a chiedere “giustizia e verità”. Tra i temi principali dell’iniziativa c’è la prevenzione concreta, la promozione di riforme incisive in ambito scolastico, legale e sociale, e l’offerta di solidarietà a tutte le vittime, donne, uomini, bambini e famiglie segnate dalla violenza.

Un documento per le istituzioni

Una delegazione delle associazioni ha consegnato alle istituzioni un documento con proposte di integrazioni legislative e misure concrete. Tra le richieste c’è l’introduzione di pene proporzionate alla gravità del fatto e alla certezza della pena. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il settimanale Giallo e altre realtà associative italiane, tra cui l’Unione Nazionale Vittime, l’Associazione per Te e l’Associazione Salvamamme. L’obiettivo è sensibilizzare la società civile e le istituzioni affinché nessuno si volti dall’altra parte.

La manifestazione “Lacrime Furenti” rappresenta un momento di forte emozione e di richiesta di cambiamento. I familiari delle vittime, con le loro storie e il loro dolore, chiedono una maggiore attenzione, una maggiore prevenzione e una maggiore giustizia per chi ha subito violenza e sopraffazione. La speranza è che questa iniziativa possa portare a un cambiamento concreto e a una maggiore tutela per le vittime e per le loro famiglie.