Enrico Cosentino, nuovo Magister di civiltà Amalfitana per l’innovazione culinaria e la pasta Scialatielli
Enrico Cosentino, chef e insegnante, insignito del titolo di Magister di civiltà Amalfitana per l’innovazione culinaria e la pasta Scialatielli.

Il Capodanno Bizantino 2026 ha visto l’assegnazione del titolo di “Magister di civiltà Amalfitana” a Enrico Cosentino, uno dei protagonisti della cucina campana e inventore degli “Scialatielli”, pasta a mano unica del Sud Italia riprodotta in cinque continenti. L’evento, in programma tra Amalfi e Atrani dal 31 agosto al 2 settembre, ha celebrato l’estro creativo nell’alta ristorazione e l’impatto internazionale della cucina italiana. Cosentino, nativo di Amalfi e residente a Sorrento, ha ricevuto il riconoscimento per il suo contributo alla promozione della tradizione gastronomica amalfitana e per aver reso famosa la pasta Scialatielli, simbolo del successo della cucina campana a livello mondiale.
Un simbolo della cucina campana
La pasta Scialatielli, inventata da Cosentino negli anni Settanta, rappresenta un’innovazione culinaria che ha trasformato la cucina italiana. Nata come una reinterpretazione della tradizione locale, questa pasta a mano è diventata un must per i ristoranti e i cuochi in tutto il mondo. Il formato, caratterizzato da listarelle corte e rettangolari tagliate a coltello, è stato reso popolare grazie al suo uso in ristoranti come La Caravella di Amalfi, dove Cosentino la sposò con i frutti di mare. Oggi, prodotta da 470 pastifici in Italia, la Scialatielli è annoverata tra i 457 Prodotti Agroalimentari Tradizionali campani e ha ottenuto il riconoscimento di prodotto tradizionale italiano.
La Scialatielli è diventata un simbolo internazionale della cucina campana, grazie alla sua unicità e alla sua capacità di unire tradizione e innovazione. Il formato, nato nel 1976 in Calabria, ha trovato la sua consacrazione nel 1978 al ristorante La Caravella, dove Cosentino la presentò in abbinamento ai frutti di mare. Da allora, è diventata il piatto più imitato e riproposto non solo in Costiera Amalfitana ma anche in altri Paesi.
Un’esperienza di vita e di lavoro
Enrico Cosentino ha dedicato oltre cinquant’anni alla cucina, iniziando la sua carriera nel 1959 e maturando esperienze in Italia e all’estero. Ha lavorato in strutture di Francia, Svizzera e Stati Uniti, e ha ricoperto ruoli di prestigio come Executive chef dei ristoranti del Quisisana di Capri. Il suo lavoro ha portato a riconoscimenti prestigiosi, tra cui il premio «Entremetier» nel 1978, assegnato proprio per l’invenzione e la presentazione della Scialatielli.
Cosentino ha svolto un ruolo chiave come talent scout per la cucina italiana, contribuendo a farla crescere in ogni angolo del pianeta. Inoltre, ha insegnato per oltre trent’anni presso la scuola alberghiera di Sorrento, dove ha trasferito a migliaia di giovani metodi e conoscenze dell’arte culinaria. La sua nomina a Magister di civiltà Amalfitana si inserisce in una tradizione che celebra la cultura gastronomica del Ducato di Amalfi, un luogo in cui le cucine dei conventi hanno dato origine a ricette storiche e intingoli che resistono al tempo.
La Commissione, composta da rappresentanti dei comuni di Amalfi e Atrani, ha scelto Cosentino per il suo legame con il territorio e per la sua capacità di unire innovazione e tradizione. Il titolo di Magister di civiltà Amalfitana è un riconoscimento che celebra non solo l’abilità culinaria, ma anche il contributo alla promozione della cultura amalfitana a livello internazionale. La nomina di Cosentino segue quella del medievista Giuseppe Gargano, ideatore del Capodanno Bizantino, insignito del titolo nel 2025. L’evento, che celebra l’arte culinaria e la cultura medievale, rappresenta un’occasione per riconoscere i contributi di figure che hanno reso famosa la cucina campana e la tradizione amalfitana. Con il riconoscimento a Cosentino, il Capodanno Bizantino conferma il ruolo di Amalfi come epicentro dell’innovazione e della tradizione culinaria italiana.
