Emily Wilson torna a criticare “Odissea”: «Il film è emotivamente vuoto»

Emily Wilson critica nuovamente l’adattamento di Christopher Nolan di “Odissea”, definendolo “emotivamente vuoto” e sottolineando la mancanza di contesto storico.

Emily Wilson critica l'adattamento di Christopher Nolan di "Odissea", sottolineando la mancanza di contesto storico e la confusione narrativa
Emily Wilson critica l’adattamento di Christopher Nolan di "Odissea", sottolineando la mancanza di contesto storico e la confusione narrativa

Emily Wilson, traduttrice del poema omerico “Odissea”, ha nuovamente criticato l’adattamento cinematografico del regista Christopher Nolan, definendolo “emotivamente vuoto”. La studiosa, nota per aver fornito la base per la sceneggiatura del film, ha pubblicato un nuovo editoriale su The Atlantic, in cui sottolinea come la pellicola non riesca a comunicare i temi morali centrali del poema originale. La sua critica arriva poco dopo che il film ha suscitato un ampio dibattito sulle sue interpretazioni e sulla sua fedeltà al testo omerico. Wilson ha sottolineato come il film non riesca a trasmettere le lezioni morali del poema, a causa di una mancanza di contesto storico e di una rappresentazione narrativa confusa.

La mancanza di contesto storico

Wilson ha sottolineato come il film di Nolan non descriva la guerra di Troia, che precede l’arrivo del cavallo di legno, e come questa omissione crei confusione narrativa. «Se la guerra è brutta, non ha senso affermare che il punto di svolta più importante sia l’uso del cavallo, piuttosto che la scelta di Agamemnon di invadere Troia in primo luogo e la scelta di Ulisse di cedere alle richieste dell’impero», ha scritto. La studiosa ha anche criticato la rappresentazione del cavallo come simbolo di violazione della legge di Zeus, sottolineando come il film non spieghi il legame tra ospitalità e guerra.

La tensione tra immagini e morale

Wilson ha evidenziato una contrapposizione tra la sceneggiatura, che insiste sull’importanza della gentilezza umana, e la cinematografia, che si concentra su spettacoli e meccaniche. «La sceneggiatura insiste in modo grandioso sull’importanza della gentilezza umana, mentre la telecamera ci mostra un insieme di valori completamente diverso», ha scritto. La studiosa ha anche paragonato il film a un “cavallo di Troia”, un’immagine che promette una cosa ma nasconde un’altra. «Nolan’s ‘Odyssey’ is itself a kind of Trojan horse», ha scritto, sottolineando come il film, pur visivamente impressionante, non riesca a trasmettere le lezioni morali del poema originale.

Emily Wilson critica l'adattamento di Christopher Nolan di "Odissea", sottolineando la mancanza di contesto storico e la confusione narrativa, immagine di approfondimento

La critica di Wilson ha suscitato reazioni, tra cui quelle della scrittrice Joyce Carol Oates, che ha accusato la studiosa di usare un linguaggio volgare simile a quello dei sostenitori del MAGA. Nonostante le contestazioni, Wilson ha ribadito il suo punto di vista, sottolineando l’importanza di un’arte sincera in un’epoca di disinformazione e odio. «In questi tempi di odio e disinformazione, abbiamo bisogno di qualcosa di più della ‘magia apparente’ delle immagini ingannevoli. Abbiamo bisogno di un’arte che sia sincera riguardo ai costi e alla necessità della compassione», ha concluso.

Wilson ha sottolineato come il film non riesca a trasmettere le lezioni morali del poema originale. La studiosa ha anche criticato la mancanza di contesto storico, che ha reso la narrazione confusa. La sua critica arriva poco dopo che il film ha suscitato un ampio dibattito sulle sue interpretazioni. Wilson ha ribadito il suo punto di vista, sottolineando l’importanza di un’arte sincera in un’epoca di disinformazione e odio.