Ergastolo definitivo per Rosa Bazzi e Olindo Romano nella strage di Erba
La Cassazione conferma l’ergastolo per i coniugi accusati dell’omicidio di Raffaella Castagna e altre vittime.

La Cassazione ha confermato definitivamente l’ergastolo per Rosa Bazzi e Olindo Romano, accusati dell’omicidio di Raffaella Castagna e di altre vittime nella strage di Erba del 2006. La decisione, resa pubblica il 13 luglio 2018, ha chiuso definitivamente il processo, anche se i legali dei coniugi avevano presentato ricorsi per la revisione delle analisi su reperti non esaminati. La sentenza ha respinto l’incidente probatorio, che avrebbe potuto modificare il verdetto.
La strage e le accuse
La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha visto la morte di Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina Valeria Cherubini. Rosa Bazzi e Olindo Romano sono stati condannati per omicidio premeditato e furto aggravato. L’unico superstite, Mario Frigerio, ha riconosciuto Olindo Romano come l’assalitore, pur essendo ferito. Tuttavia, i coniugi hanno sempre negato di essere saliti al secondo piano, sostenendo che la macchia di sangue presente nella tenda potesse indicare la presenza di altre persone coinvolte.
Le analisi non effettuate
La difesa dei coniugi aveva richiesto l’analisi di diversi reperti, tra cui un capello, un accendino, un mazzo di chiavi, un giubbotto, un cellulare e una tenda. In particolare, la tenda, trovata vicino alla casa di Valeria Cherubini, era considerata cruciale per chiarire le dinamiche dei delitti. La Procura aveva avviato l’incidente probatorio il 22 novembre 2017, ma il 16 gennaio 2018, la Corte d’Appello di Brescia ha posto in discussione chi dovesse pagare le spese per le nuove perizie, creando un dibattito di natura economica.
La difesa aveva espresso preoccupazione per l’equità del processo, sottolineando che la disponibilità di risorse potesse influenzare il verdetto.
Il legale Fabio Schembri aveva dichiarato: “Non può passare il principio che su uno ha i soldi può fare la revisione e chi non li ha invece non può”. La quinta sezione penale ha infine rigettato definitivamente l’incidente probatorio, chiudendo le porte al ricorso e alle analisi su reperti mai esaminati. A meno che non si ricorra alla Corte Europea, la sorte di Olindo e Rosa sembra segnata.
La lotta per l’innocenza
Nonostante la condanna, alcuni hanno iniziato a sostenere l’innocenza dei coniugi. Tra loro anche Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna, che era stato il primo sospettato ma aveva un alibi solido: al momento della strage si trovava in Tunisia. La difesa ha cercato di dimostrare che i coniugi non erano coinvolti nei fatti, ma la mancanza di prove decisive ha portato alla condanna definitiva.
La sentenza della Cassazione ha chiuso un caso controverso, nato nella certezza della colpevolezza, ma che ha visto crescere, nel tempo, il dibattito sull’innocenza dei due coniugi. La decisione ha lasciato aperto il dibattito su come si possa giustiziare un caso in cui le prove non sono state completamente esaminate.
