Educazione. Belletti: “La scuola deve essere un luogo di relazioni significative”

L’educazione in Italia si confronta con sfide complesse, con un ruolo chiave dell’alleanza scuola-genitori per favorire l’inclusione e il successo dei ragazzi.

La scuola non riesce a ridurre le disuguaglianze, almeno per la metà degli intervistati del rapporto del Cisf, ma le famiglie continuano a sperare in un futuro migliore per i propri figli. È quanto emerge da un’analisi condotta da Francesco Belletti, sociologo e direttore del Centro internazionale studi famiglia, in un’intervista pubblicata il 25 settembre 2026. Secondo Belletti, il ruolo dell’alleanza tra scuola e famiglia è cruciale per far fiorire i talenti dei ragazzi, un tema che tocca il cuore della convivenza sociale.

Relazioni significative e inclusione

La scuola, sebbene non riesca a ridurre le disuguaglianze di partenza, deve diventare un luogo di relazioni significative, in cui ogni bambino e ogni famiglia possa trovare spazio. “Ci vuole un vestito tagliato su misura per ciascuno”, ha detto Belletti, sottolineando l’importanza di percorsi educativi personalizzati. L’idea di “super diversity”, ovvero la diversità estrema tra studenti, richiede un approccio non standardizzato, ma che valorizzi le differenze e le capacità di ciascuno.

La scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma di relazioni.

Le famiglie, pur non essendo sempre attive nel processo educativo, giocano un ruolo fondamentale. L’alleanza tra scuola e famiglia, se costruita con fiducia e apertura, può trasformare la vita scolastica in un contesto di crescita e di inclusione. “Quando la domanda è ‘come facciamo a far star bene nostro figlio o il nostro studente?’”, spiega Belletti, “si genera negli adulti un riconoscimento reciproco, che è il primo passo per costruire una comunità educante.”

Intelligenza artificiale e pensiero critico

Un altro tema cruciale è l’uso dell’intelligenza artificiale nell’ambito educativo. Belletti sottolinea che, sebbene i ragazzi usino autonomamente questi strumenti, è necessario accompagnare i giovani a un loro uso adeguato. “Probabilmente sia la scuola sia la famiglia dovrebbero aiutare le nuove generazioni ad addomesticare questi strumenti”, afferma, ricordando che l’educazione affettiva e digitale deve essere parte integrante del processo educativo. Il cardinale Matteo Zuppi ha parlato di una sfida educativa che riguarda la capacità di pensare, non solo di trovare risposte preconfezionate. “L’educazione al pensiero critico”, ha sottolineato, “è una delle grandi sfide educative per la crescita dell’umano.” L’obiettivo non è solo trasferire conoscenze, ma far fiorire i talenti, come spiega Marco Erba: “L’educatore deve essere un allenatore, fare il tifo e aiutare a mettere in gioco tutti i talenti.”

Un decreto legge e un’alleanza tra scuola e famiglia

Il governo ha approvato un decreto-legge sulla scuola che introduce un tetto per la presenza degli alunni stranieri nelle classi, con modalità diverse per la primaria e la secondaria. Belletti, pur non entrando nel dibattito politico, sottolinea l’importanza di una misura che possa aiutare i nuovi italiani a integrarsi meglio. “Le competenze linguistiche”, ha detto, “sono il primo strumento di inclusione e di integrazione sociale.” Nonostante le sfide, esiste un’alleanza tra scuola e famiglia che si sta sviluppando in modo positivo. “Ci sono molti genitori e molti insegnanti che quotidianamente esplorano questa relazione”, ha spiegato Belletti, “costruendo contesti educativi virtuosi in tutto il sistema scolastico.” La chiave per un futuro migliore, però, è la capacità di guardarsi in faccia e di costruire un’alleanza basata su fiducia e apertura.