Donatella Gnetti: “Desidero ringraziare medici e infermieri del Massaia che in questi mesi si sono presi cura di mio padre”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Donatella Gnetti.

Mio padre Rino Gnetti è deceduto il 24 maggio all’età di 92 anni. Da oltre dieci anni, pur risiedendo a Lerici, aveva scelto di farsi curare presso l’ospedale Cardinal Massaia di Asti, dove già era stata ottimamente assistita nei suoi ultimi anni mia madre Sara.

Stando vicina ad entrambi ho potuto valutare l’eccellenza del percorso terapeutico che è stato loro garantito in tutti i reparti che nel tempo li hanno avuti in cura; in particolare mio padre è stato seguito nel suo ultimo tratto di vita dal reparto oncologico del dr. Tucci e infine dal settore Cure  Palliative.

Desidero ringraziare medici e infermieri che in questi ultimi mesi si sono presi cura di noi, assicurando a mio padre le terapie opportune a lenire gli stati di sofferenza e a me uno straordinario supporto pratico ed emotivo, ben al di là del di quello che è l’assistenza dovuta a un paziente.

Al dr. Pinta, alla dottoressa Cito, alle infermiere, in particolare a Valeria ed Elena e alle loro giovani colleghe va il mio ringraziamento più sincero non solo per aver svolto in modo egregio il loro compito, ma per averlo fatto con calore e profonda condivisione emotiva. Ho potuto verificare grazie a loro che un medicinale somministrato con un sorriso e una carezza aumenta di molto la propria efficacia terapeutica.

Un ringraziamento al signor Fares e a tutti i volontari che affiancano il personale sanitario, moltiplicando in modo esponenziale con il loro lavoro silenzioso l’efficacia dell’assistenza al paziente e ai famigliari. Tutte queste persone riescono a coniugare competenza professionale e umana compassione, intesa come capacità e impegno nel condividere gli stati emotivi del malato e di chi gli sta vicino. Per loro e per i loro colleghi ‘Non c’è cura senza cuore’ non è soltanto uno slogan efficace, ma un precetto morale cui si sono attenuti con straordinaria sensibilità.

Donatella Gnetti

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