Diamante, il food truck “Da Peppino” torna in strada dopo un anno di silenzio

Diamante, il food truck “Da Peppino” torna in strada dopo un anno di silenzio

Food truck "Da Peppino" torna in strada dopo un anno di silenzio, Diamante, Calabria
Food truck "Da Peppino" torna in strada dopo un anno di silenzio, Diamante, Calabria

Diamante, il food truck “Da Peppino” torna in strada dopo un anno di pausa, con un nuovo mezzo e una nuova offerta. L’appuntamento è fissato per venerdì 31 luglio, quando Giuseppe Santonocito, titolare dell’attività, tornerà a lavorare su viale Glauco, nel tratto del lungomare dove la sua attività era un punto di riferimento per residenti e turisti. La riapertura avverrà con un mezzo diverso da quello coinvolto nella tragedia dello scorso anno, che ha causato la morte di due persone e l’intossicazione di oltre venti consumatori.

Un nuovo food truck e una nuova filosofia

Al posto del famigerato food truck rosso, finito sotto sequestro e diventato meta di un macabro pellegrinaggio, entrerà in funzione un nuovo mezzo bianco, acquistato successivamente. Santonocito ha deciso di eliminare completamente i prodotti conservati sott’olio, concentrandosi sulla preparazione di panini con ingredienti freschi e sottoposti a controlli ancora più rigorosi. L’offerta sarà più essenziale, con ingredienti come pomodori, provola e patatine, limitati a una quantità ridotta e non conservati a lungo. La tragedia ha costato la vita a due persone e ha intossicato oltre venti consumatori. Tutti, nelle sere precedenti, avevano consumato un panino con i broccoletti sott’olio acquistato al food truck di Viale Glauco. La Procura di Paola, titolare dell’inchiesta ancora in corso, dovrà accertare se il batterio clostridium botulinum, responsabile del botulismo, era già presente nei barattoli dopo la produzione o se si è sviluppato a causa di una presunta cattiva conservazione.

Indagini in corso e responsabilità in sospeso

I controlli eseguiti nell’azienda produttrice subito dopo la tragedia hanno alimentato la prima ipotesi, ma la verità resterà al vaglio degli inquirenti. Sarà soltanto l’autorità giudiziaria a stabilire in via definitiva eventuali responsabilità nella drammatica vicenda. La Procura di Catanzaro ha comunicato che i documenti sono stati trasmessi a Vibo, ma non è stata segnalata alcuna criticità.

Santonocito, assistito dagli avvocati Francesco Liserre e Natalia Branda, del Foro di Paola, avrebbe dunque atteso quasi un anno per riaprire la sua attività soltanto per questioni etiche e per rispetto delle persone che hanno perso la vita o che hanno rischiato di perderla dopo aver consumato un panino al suo food truck. Nonostante la tragedia, l’autorizzazione amministrativa all’esercizio dell’attività commerciale non è stata revocata. Nonostante gli incessanti controlli eseguiti sul furgoncino rosso non hanno evidenziato carenze di igiene o inadempienze tali da costringere gli inquirenti a ritirare la licenza. La riapertura, quindi, non è solo un ritorno alla normalità, ma anche un atto di responsabilità e di riconciliazione con la comunità locale.

  • Tragedia del 6 agosto 2025: due morti e oltre venti intossicati
  • Indagine in corso per accertare la provenienza del batterio
  • Riapertura del food truck “Da Peppino” fissata per venerdì 31 luglio