Crisi idrica in provincia di Pesaro, Berloni: “Basta speculazioni, si faccia un piano concreto”

Crisi idrica in provincia di Pesaro, Berloni chiede unità e decisioni concrete per infrastrutture e approvvigionamenti.

Soggetti in assemblea per risolvere crisi idrica, infrastrutture e approvvigionamenti
Soggetti in assemblea per risolvere crisi idrica, infrastrutture e approvvigionamenti

La crisi idrica in provincia di Pesaro si fa sempre più preoccupante, con il quarto guasto all’acquedotto in due giorni. Il presidente dell’Aato pesarese, Massimo Berloni, ha chiesto unità e decisioni concrete, denunciando la frammentazione e le speculazioni che ostacolano la risoluzione del problema. “Basta spaccature e speculazioni: sì a decisioni senza fughe in avanti”, ha sottolineato Berloni, che ha ribadito l’urgenza di un piano serio per infrastrutture e approvvigionamenti.

Infrastrutture obsolete, investimenti in corso

La rete idrica della provincia è considerata obsoleta, ma i lavori per il “relining” della condotta principale sono in corso. L’intero progetto è stato valutato e approvato nel Piano Nazionale, con un finanziamento di 22,645 milioni di euro da parte del Pniissi. Entro due anni, il primo pezzo del lavoro dovrà essere completato, con i cantieri che dovrebbero partire a inizio 2027. Tuttavia, Berloni ha sottolineato che non si sta facendo abbastanza per risolvere il problema degli approvvigionamenti, che rimangono un punto critico. Le bollette potrebbero aumentare, ma i costi non sono determinati da Aato né da altre istituzioni, ma dall’Arera. Berloni ha chiarito che “al netto dei denari che andiamo a prendere da quelle che sono le sopravvenienze statali, gli altri andranno a finire in bolletta”. Inoltre, ha denunciato la speculazione politica e territoriale, che ha portato a decisioni non condivise e a un’emergenza che dura da sette anni.

Costi in bolletta, speculazioni e divisioni

Un esempio concreto è l’impianto di osmosi a Fano, che costa 25mila euro al giorno. “Queste cose qui qualcuno le deve pagare”, ha sottolineato Berloni, che ha anche citato il caso del bagnino di Gabicce Mare, che paga l’acqua a un costo inferiore rispetto a Pesaro. “Non siamo riusciti ad andare avanti su questo”, ha aggiunto, denunciando la mancanza di equità e di un piano unico per tutta la provincia.

Le infrastrutture senz’acqua non servono a niente, e serve un piano serio sugli approvvigionamenti. Il sindaco di Fano ha sottolineato l’importanza di un confronto tra tutti i sindaci, con l’obiettivo di un piano condiviso per il rifacimento della condotta principale. Tuttavia, l’assemblea dell’Aato non ha visto la presenza di tutti i rappresentanti, con cinque amministrazioni su dieci che non si sono presentate. “Certo, è un creare un’ulteriore spaccatura all’interno di una frammentazione che in provincia c’è già”, ha detto il sindaco di Fano, che ha chiesto di portare il dibattito all’assemblea di Aato.

La discussione si terrà tra il 16 e il 18 settembre, con l’obiettivo di decidere quando e come procedere. Berloni ha ribadito che “le infrastrutture senz’acqua non servono a niente” e che è necessario un piano serio sugli approvvigionamenti. “Che gli investimenti ci sono, sono già previsti, e che li metteremo a terra è tutto pianificato e si parte come ho già detto a breve”, ha concluso, auspicando un impegno concreto per risolvere la crisi.