La Corte penale internazionale subisce un attacco senza precedenti dagli Stati Uniti
Gli Stati Uniti sanzionano l’intera Corte penale internazionale, mettendo a rischio la sua capacità di operare.
La Corte penale internazionale, istituzione cruciale per la giustizia globale, ha subito un attacco senza precedenti dagli Stati Uniti, che hanno sanzionato l’intera istituzione. L’azione, annunciata venerdì, ha suscitato reazioni internazionali e preoccupazioni per l’impatto sul lavoro del tribunale. La decisione degli Stati Uniti, che non riconosce la giurisdizione della Corte, rappresenta un ulteriore passo in una serie di tensioni che si sono intensificate da quando Donald Trump è tornato alla presidenza. L’obiettivo, come ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio, è di «smantellare» l’organismo, considerato il principale tribunale internazionale per l’indagine su crimini di guerra.
sanzioni e conseguenze immediate
Le sanzioni statunitensi hanno colpito non solo singoli giudici, ma l’intera istituzione, mettendo a rischio la sua capacità di operare. Nove dei 18 giudici della Corte sono stati inseriti nella lista degli Specially Designated Nationals (SDN), un registro che include anche figure come Vladimir Putin e i leader di al Qaida. Le persone sanzionate non possono più entrare negli Stati Uniti né usare servizi finanziari o commerciali forniti da aziende statunitensi. Per esempio, non possono più prenotare un volo con American Airlines o ottenere una carta di credito VISA a proprio nome.
La giudice canadese Kimberly Prost ha raccontato di aver perso l’accesso a diversi servizi essenziali, tra cui l’account di Alexa, a causa delle sanzioni.
La Prost, colpita dalle sanzioni nell’agosto 2025, ha spiegato come la sua vita quotidiana sia stata improvvisamente interrotta. «Sono tornata a casa e Alexa non mi parlava più», ha detto, spiegando che l’account associato al popolare assistente vocale di Amazon era stato cancellato. Le sanzioni non solo limitano i diritti economici, ma anche la capacità di svolgere attività basilari, come l’acquisto di servizi informatici o il pagamento degli stipendi.
reazioni internazionali e impatto sul lavoro della Corte
Le sanzioni hanno suscitato reazioni forti da parte di diversi Paesi. I ministri degli Esteri di Canada, Danimarca, Germania, Francia, Italia, Giappone, Paesi Bassi e Regno Unito hanno espresso il loro disappunto e ribadito il sostegno alla Corte. La Commissione europea ha definito le misure «profondamente deplorevoli», sottolineando l’importanza dell’indipendenza e della capacità operativa del tribunale. Tuttavia, non è chiaro se queste dichiarazioni saranno sufficienti a mitigare gli effetti delle sanzioni.
Le indagini su crimini attribuiti a figure come Omar al Bashir, accusato di genocidio, rischiano di essere rallentate o interrotte.
Le sanzioni hanno già causato problemi significativi, con aziende come AXA che hanno interrotto la collaborazione con la Corte per timore di danni ai propri affari. Inoltre, diversi dipendenti hanno dato le dimissioni, frustrati dalla situazione. Un funzionario della Corte, citato anonimamente da Associated Press nel 2025, ha espresso preoccupazioni per la sopravvivenza dell’istituzione nei prossimi anni. La Corte, che ha già subito attacchi in passato, potrebbe ora trovarsi in una situazione di grave crisi.
un attacco diretto e un contesto politico complesso
Questo è il primo caso in cui un’amministrazione statunitense ha attaccato direttamente la Corte penale internazionale. La decisione si inserisce in un contesto politico in cui la Corte è vista come un’entità che minaccia l’autonomia degli Stati Uniti. Una corrente di pensiero consolidata nella politica statunitense sostiene che il Paese non può sottomettersi all’autorità di un’istituzione internazionale, un’idea condivisa anche da Cina e Russia. La Corte, che non è mai stata membro degli Stati Uniti, ha sempre avuto rapporti tesi con il Paese, ma questa volta l’attacco è stato senza precedenti. Le sanzioni rischiano di ostacolare le operazioni essenziali della Corte, come l’acquisto di servizi informatici o assicurativi, e di compromettere la sua capacità di funzionare. La situazione potrebbe peggiorare rapidamente, con conseguenze gravi per la giustizia internazionale.
