Christine Lagarde: «Non è nei miei piani candidarmi alle presidenziali»
Christine Lagarde annuncia di non voler candidarsi alle elezioni francesi del 2027, ma intende esprimere la sua opinione su temi chiave come il debito sovrano e i principi economici.
La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha chiarito che non è nei suoi piani candidarsi alle elezioni presidenziali francesi del 2027, ma intende esprimere la sua opinione su temi cruciali per l’Europa e per la Francia. L’annuncio, fatto durante un’intervista al quotidiano giapponese Yomiuri Shimbun, arriva in un momento in cui la Francia si prepara a scegliere il prossimo presidente del Paese, con un contesto politico e finanziario estremamente delicato.
Un addio anticipato per dire la sua
Lagarde lascerà l’incarico di presidente della Bce il 7 febbraio 2027, circa nove mesi prima della scadenza prevista, per poter esprimere la sua voce in un dibattito politico e finanziario cruciale. «Sono stati sette anni intensi, difficili, con forti impegni in tempi travagliati», ha spiegato, sottolineando che il suo ruolo è stato sempre accompagnato da sfide e responsabilità. «Non è stata una passeggiata», ha aggiunto, riferendosi al lavoro svolto in stretta collaborazione con i suoi colleghi. La sua decisione è motivata dal desiderio di partecipare al dibattito su temi chiave come il debito sovrano. «Nel mio Paese, con le imminenti elezioni presidenziali, la posta in gioco è alta», ha detto, riferendosi al dibattito su temi come il debito sovrano. «Quando sento uno dei candidati, peraltro ben posizionato nei sondaggi, sostenere che il debito sovrano dovrebbe essere bruciato, non posso rimanere in silenzio», ha dichiarato Lagarde.
La difesa dei principi e dei valori
La presidente ha espresso preoccupazione per l’attacco a principi e valori fondamentali, come lo stato di diritto, la cooperazione internazionale e il rispetto per le culture. «Sono ideali che hanno fatto parte della mia formazione e che mi hanno accompagnato per tutta la vita», ha detto, sottolineando che li vede minacciati. «Nel mio Paese, con le imminenti elezioni presidenziali, la posta in gioco è alta», ha aggiunto, riferendosi al dibattito su temi come il debito sovrano.
La sua voce sarà ascoltata, ma non si fermerà a osservare da lontano. «So di essere rispettata in molti ambienti – non in tutti, alcune persone non mi sopportano affatto, e va bene così. Ma la mia voce viene ascoltata e penso di non poter rimanere lì a guardare comodamente da bordo campo, senza dire la mia», ha spiegato Lagarde. L’obiettivo è di contribuire al dibattito con una visione costruttiva e fondata.
Dopo la sua uscita dalla Bce, Lagarde spera di poter esprimersi con maggiore libertà e chiarezza, soprattutto su temi come il risparmio e l’investimento. «Sappiamo che l’inflazione resterà alta nei prossimi trimestri», ha avvisato, ricordando che «più sono elevati i prezzi e più a lungo rimangono tali, maggiore è il rischio per il raggiungimento del nostro obiettivo di medio termine». L’inflazione a ottobre si è attestata al 4%, un livello superiore a quello atteso, ma in linea con le previsioni del mercato.
La presidente ha anche sottolineato l’importanza di un intervento per convincere le famiglie a investire in imprese, anziché prestare denaro allo Stato. «Abbiamo bisogno che i risparmiatori in Europa abbiano prodotti finanziari accessibili, trasparenti e convenienti», ha concluso, riferendosi a un problema che riguarda circa 11,5 trilioni di euro tenuti liquidi sui conti correnti. Con l’uscita dalla Bce, potrebbe finalmente esprimere le sue opinioni in modo più diretto e chiaro.
